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Perché non dovreste aspirare a una Quaresima di successo

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E le guide che vi aiuteranno a vedere cosa volete davvero in questo periodo

Il problema non è l’ascetismo o più tempo dedicato alla preghiera. Il problema è vedere la Quaresima come un’opportunità per realizzarsi. Che differenza con la saggezza di San Paolo!

Paolo non parla della sua volontà o della sua bontà, ma solo della sua debolezza, proclamando la forza di Dio rivelata attraverso la debolezza paolina. Ci offre una chiave alla Parabola lucana del Seminatore e una guida per la Quaresima.

La parabola illustra l’intenzione di Dio che il seme della sua Parola porti frutto nel terreno della nostra anima. Gesù sa che il contenuto e l’ambiente della nostra anima possono lavorare contro il raccolto abbondante che Dio merita. Il terreno dev’essere ripulito da idoli e vizi; il terreno dell’anima dev’essere protetto dai veleni del mondo.

Le anime malinconiche si disperano leggendo questa parabola all’inizio della Quaresima. “Non posso farcela. Dio dovrà accettare me e la mia Quaresima mediocre”. Altri guardano il proprio calendario quaresimale e gridano entusiasti “Avanti!”

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Paolo offrirebbe una correzione a entrambi i gruppi. Ai primi, a quelli che disperano della propria bontà, direbbe “Buon per voi! Siete così vicini! Rinunciate a voi stessi, e così avrete la libertà di confidare in Dio! Riponete tutta la vostra fiducia in Lui!”

Al secondo gruppo, quello sicuro di sé, direbbe: “Non così in fretta! Qualsiasi vittoria che valga la pena di avere appartiene al Signore! La vostra forza umana vi darà una corona caduca; il vostro programma di automiglioramento potrebbe diventare un’abitudine di autovolontà che porta a sentirsi nel giusto – e chi si sente nel giusto non lascia spazio a un salvatore”.

La parabola del seminatore ci mostra che c’è del lavoro da fare. Né la disperazione né la presunzione sono un buon inizio per la Quaresima. Una Quaresima santa richiede molto, e le opportunità sono ancor di più. Una Quaresima santa dovrebbe essere pensata e pianificata, piuttosto che vissuta impulsivamente o con feroce determinazione. Abbiamo la benedizione della Quaresima ogni anno, ricordando che siamo peccatori che hanno bisogno di un Salvatore. Sì, dobbiamo prendere su di noi la nostra croce, ma poi dobbiamo seguire le orme di Gesù, fino al Calvario, e con il Suo aiuto – e solo con il Suo aiuto – possiamo rimanere fedeli fino alla fine, e condividere così con Lui la vittoria che ha guadagnato per noi.

Prepariamoci per la Quaresima imitando San Paolo. Facciamo quello che va fatto – ma solo confessando le nostre debolezze e confidando nell’aiuto divino. Verifichiamo il terreno della nostra anima, trovando le erbacce e le rocce che bloccano il seme della Parola. Poi chiediamo a Dio come rimuoverli, e a quale scopo vuole che li rimuoviamo. Guardiamo l’ambiente della nostra anima, ovvero tutto ciò che ci influenza – nel bene e nel male -, e chiediamo a Dio di mostrarci cosa può essere accolto giustamente nella nostra anima e cosa va invece bandito. Ancora una volta, chiediamogli come farlo, e a quale scopo.

La Quaresima non è un promemoria annuale di speranze crollate, né una possibilità annuale per migliorarsi. È un periodo benedetto, perché dà ai peccatori come noi un’opportunità, con la grazia di Dio, di diventare più conformi al nostro Salvatore.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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