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Lasciamoci segnare dalla cenere come per la battaglia decisiva. Fino al trionfo della Pasqua

ASH SIGN

Philippe Lissac I Godong

Ash wednesday celebration at Notre Dame du Travail Roman catholic church, Paris.

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 14/02/18

Decidiamo di prendere la strada che ci porterà fuori dalla schiavitù, verso la terra promessa di ciò che ci può rendere felici

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. 
Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 
Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 
Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. 
Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 
E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. 
Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, 
perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».(Matteo 6,1-6.16-18)

La Quaresima ci sorprende con le sue domeniche, i suoi quaranta giorni apparentemente sempre uguali, mentre noi non lo siamo affatto.

Per questo nella fede, come nell’amore non c’è mai il rischio della ripetitività. Il motivo per cui dobbiamo affrontare questi giorni di conversione sono radicalmente diversi dai motivi degli anni passati e da quelli degli anni futuri.

“L’Egitto” da cui dobbiamo uscire quest’anno ha dei nomi propri. Forse quest’anno riguarda la nostra famiglia, o il nostro lavoro, o la nostra storia, o la nostra capacità di amare, o tantissime altre cose che sarebbe difficile elencare. L’intensità della nostra conversione non è mai scontata e non è mai chiusa.

Noi non siamo mai degli “arrivati”, siamo costantemente in cammino. Possiamo solo diventare un po’ più esperti nel muoverci tra le cose di Dio, ma sicuramente non siamo abilitati a pensare che la cosa non riguarda più noi.
La cenere che segna le nostre teste all’inizio di questo cammino Quaresimale ha profumi di novità. Non serve solo a mescolarsi con le nostre preoccupazioni. Serve a segnare il territorio di una battaglia che ci vedrà impegnati sino a Pasqua. E non c’è punto di partenza migliore che quello di ricordarci del nostro “niente”. Quella cenere è quel “niente” che siamo, eppure per amore di questo “niente” Dio manda Suo Figlio a morire per noi. Così quella cenere è solo la scorza sporca di un capolavoro che ha bisogno di venire fuori, di mostrarsi, di rendersi visibile.
Non disertiamo questo shampoo di umiltà. Non scostiamo le nostre fronti davanti a questa terra grigia. Lasciamoci segnare e decidiamo di prendere la strada che ci porterà fuori dalla schiavitù, verso la terra promessa di ciò che ci può rendere felici. Ce lo ricorda anche la pagina del Vangelo di oggi: “Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini, per essere osservati da loro”. L’inizio di ogni vera conversione è smettere di vivere per “farsi vedere” e cominciare a vivere “per vedere” veramente. #dalvangelodioggi

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vangelo
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