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A Carnevale dobbiamo essere gioiosi! Lo diceva anche Joseph Ratzinger

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U.S. Air Force photo by Kemberly Groue | CC0

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 13/02/18

E' il tempo della sconfitta dei demoni, il tempo della risata prima della penitenza

Il cristiano deve sentirsi particolarmente gioioso a Carnevale! Un paradosso, poiché si tratta di una festa con origini pagane? No, tutt’altro. Questo è il giorno in cui sono stati sconfitti i demoni, è il giorno della risata che precede la penitenza della Quaresima.

Questa riflessione non è di un cristiano “qualunque”, ma è dell’allora cardinale Joseph Ratzinger. Ed è contenuta nel libro Speranza del grano di senape (Queriniana, Brescia 1974).

Dopo l’esorcismo

«L’origine del carnevale», spiega Ratzinger, «è senza dubbio pagana: culto della fecondità ed evocazione di spiriti vanno insieme. La chiesa dovette insorgere contro questa idea e parlare di esorcismo che scaccia i demoni i quali rendono gli uomini violenti e infelici. Ma dopo l’esorcismo emerse qualcosa di nuovo, completamente inaspettato, una serenità demonizzata: il carnevale fu messo in relazione con il mercoledì delle ceneri, come tempo di allegria prima del tempo della penitenza, come tempo di una serena autoironia che dice allegramente la verità che può essere molto strettamente congiunta con quella del predicatore della penitenza».




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In tal modo, prosegue l’allora cardinale, «il carnevale, una volta sdemonizzato, nella linea del predicatore veterotestamentario può insegnarci: “C’è un tempo per piangere e un tempo per ridere…” (Qo 3,4)».

Mammona e i suoi alleati

Per questo, nota il Papa emerito, «anche per il cristiano non è sempre allo stesso modo tempo di penitenza. C’è anche un tempo per ridere. L’esorcismo cristiano ha distrutto le maschere demoniache, facendo scoppiare un riso schietto e aperto. Sappiamo tutti quanto il carnevale sia oggi non raramente lontano da questo clima e in qualche misura sia diventato un affare che sfrutta la tentabilità dell’uomo. Regista è mammona e i suoi alleati».




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Per questo, conclude Ratzinger, «noi cristiani non lottiamo contro, ma a favore dell’allegria. La lotta contro i demoni e il rallegrarsi con chi è lieto sono strettamente uniti: il cristiano non deve essere schizofrenico, perché la fede cristiana è veramente umana» (Famiglia Cristiana, 13 febbraio). 

“Levar via le carni”

Se la festa ha origini pagane, la parola Carnevale è utilizzata da monaci e chierici per la prima volta intorno al 1100 con uno scopo preciso. Allude ai giorni che precedono il principio della quaresima, e a quei giorni si diede il nome di Carnevale perchè in essi si dava l’addio o il commiato alla carne in vista della penitenza quaresimale: da lì il nome dicarne levarem, illevar via le carni (Dizionario Delle Origini Invenzioni E Scoperte).

Papa Paolo II e la prima festa

Tra Carnevale e Cattolicesimo il processo di reciproca accettazione non fu breve né facile. «Si usa individuare nel 1468 una data spartiacque», spiega Mariachiara Giorda, docente di scienze storico-religiose all’Università La Sapienza, di Roma.

«In quell’anno papa Paolo II , rampollo di una nobile famiglia veneziana, amante della cultura e della buona cucina, volle indire solennemente il Carnevale nella città di Roma mettendo fine a secoli di ostilità. Da allora maschere, musiche e balli divennero definitivamente le cifre del nostro Carnevale» (Famiglia Cristiana, 8 febbraio).

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