Ricevi Aleteia tutti i giorni
Aleteia

Hunziker, omaggio alle donne: “Come cosa c’entra? La Madonna è la mamma di tutte le mamme!”

MICHELLE HUNZIKER
Rai Uno
Condividi
Commenta

Giovedì 8 febbraio, seconda serata del 68° Festival di Sanremo, è andato in scena un flashmob in omaggio alle donne, guidato da Michelle Hunziker. Notevoli le reazioni sia a favore sia contrarie

L’8 febbraio  scorso, in una manciata di minuti di esibizione sanza nfamia e sanza lodo, secondo la autorithy del femminismo  in carica permanente, una Michelle Hunziker, per giunta di rosa vestita, insieme con diverse donne che si sono prestate a cantare e recitare con lei in omaggio alle donne, tutti e cinquanta gli anni di lotte per la liberazione della donna e la sua emancipazione sono stati gettati via.

Non vi pare che ci sia un eccesso melodrammatico? Cosa può mai aver fatto di tanto grave e definitivo la povera Michelle? Intanto le va riconosciuto il merito di essere scesa dalle mai troppo temute scalinate dell’Ariston in abito lungo, cantando senza stonare troppo e di non essere nemmeno caduta.

Quello che le viene contestato, con amara e sconsolata delusione, da parte di chi sa come bisogna combattere, sono i titoli delle canzoni finiti in un approssimativo ma pur sempre godibile medley: I maschi, di Gianna Nannini, Le donne di Modena, di Baccini, Viva la mamma, di Bennato, Quello che le donne non dicono ( ma soprattutto la più pericolosa, l’imperdonabile “O mia bela Madunina” accompagnato per giunta dalla motivazione: “La Madonna, la Madonnina! E’ la mamma di tutte le mamme, c’entra eccome!”

Viene subito da pensare che o le battaglie portate avanti per decenni da generazioni di donne siano state sì eroiche ma abbiano collezionato solo vittorie di Pirro, oppure che il nemico che si è alzato sul palco dell’Ariston sia imponente, mastodontico e davvero invincibile.

Ma se torniamo con la mente e lo sguardo (anche l’udito, poverino) a quella performance di quattro sere fa non possiamo che sorridere.

In effetti però va riconosciuto alla showgirl, famosa (e anche aspramente contestata) per il suo almeno dichiarato impegno in difesa delle donne che subiscono violenza, che ha pronunciato troppe volte la parola tabù. E ha riproposto con semplicità e leggerezza un abbinamento per molti davvero indigesto. Eppure ovvio: la donna è mamma. Ogni mamma è donna, solo le donne possono diventare mamme. Evviva le mamme e, soprattutto, viva la Mamma di tutte le mamme!

Allora è proprio di questo che si occupa il femminismo? Di separare la donna dalla maternità?

No, non è così, non per tutte. La carta di Parigi per la messa al bando della maternità surrogata, che riduce madre e figlio a prestatore d’opera e a merce, non è un’iniziativa di una congregazione di suore, né opera di madri di famiglie numerose. Le promotrici e prime firmatarie sono tre associazioni di sinistra, sostenute dalla vicepresidente socialista dell’Assemblea, Laurence Dumont. (Vedi la 27ora).

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni