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Come scoprire se un seminarista o un prete soffre di un disturbo della personalità?

Jeffrey Bruno | Aleteia

Gelsomino Del Guercio - Aleteia Italia - pubblicato il 09/02/18

Lo stesso questionario, però formulato in terza persona, viene proposto al BF (può esserci anche più d un BF), allo scopo di evidenziare come viene percepito quel soggetto da una persona esterna, cioè il BF.




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Il “contratto terapeutico”

Un’altra prerogativa di questo monitoraggio, è che l’interessato dichiari se è d’accordo o no di confrontarsi con il suo BF e poi con il terapeuta, sulle eventuali convergenze o divergenze riguardo i punti critici emersi (questo fa parte del contratto terapeutico).

Ovviamente il soggetto è libero, anche durante l’iter, di ritirare il suo consenso. La durata del monitoraggio può variare a seconda degli elementi critici emersi.

La collaborazione del soggetto col suo BF è una procedura che va affiancata ai colloqui clinici. Oltre che ad una serie di accorgimenti, cioè altri test, esercizi, analisi del soggetto qualora emergano elementi di criticità.




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I limiti oggi

Oggi cosa avviene nei seminari, ordini, congregazioni? Di solito c’è un documento, che si chiama “ratio institutionis”, nel quale si esplicitano i criteri della formazione del seminarista/futuro sacerdote: tra questi c’è il ricorso ad esperti di psicologia (in alcuni istituti è previsto nella “ratio“, in altri è facoltativo, cioè solo se il rettore/superiore ne intravede la necessità).

Anche laddove il ricorso a esperti è previsto (cioè l’ingresso è subordinato anche al colloquio con lo psicologo), non è poi consequenziale il monitoraggio colloquio-BF-altri test/analisi.

Perché? Il motivo è perché alcuni psicoterapeuti ritengono che il BF sia un’interferenza con il segreto professionale, poiché interviene una terza persona tra il terapeuta e il soggetto, ovvero il BF.

A questa obiezione, Pacciolla replica in tre modi: 1) la metodologia viene esposta anticipatamente al soggetto e lui dà il consenso. Inoltre può ritirare il consenso in qualunque momento; 2) il BF lo sceglie il soggetto stesso, non è di certo imposto dalla psicoterapeuta; 3) questa metodologia e questi strumenti sono previsti dal manuale di psicologia DSM-5.




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Il saper camuffare

Una prevenzione efficace, invece, nasce proprio dal confronto tra queste “verifiche”, che possono realmente far emergere i tratti critici del soggetto. Ci sono disturbi che più di altri sono ben camuffati (come per esempio le parafilie, tra cui la pedofilia) e i disturbi sessuali: senza un monitoraggio globale del soggetto c’è il rischio di non individuarlo.

Pertanto, per Pacciolla, questa metodologia di prevenzione va estesa come prassi a tutti i seminaristi/sacerdoti se si vuol dare una svolta vera e totale alla selezione e alla formazione degli esponenti del clero. E fare in modo che ci siano sempre meno protagonisti di tristi episodi di cronaca nera.

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