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Si può nascere due volte?

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Silvia Costantini - Aleteia Italia - pubblicato il 08/02/18

Lo sport contro il pregiudizio

“Con la mia squadra andiamo a fare dimostrazioni di tennis in carrozzina nei Comuni che ci invitano, in tutta Italia. L’obiettivo è far conoscere questa possibilità di riscatto del dolore attraverso lo sport.
Quest’anno siamo riusciti a far iniziare a giocare a tennis tre ragazzine di Piacenza con la sclerosi multipla e ora giocano.
Tutto questo mi costa molto in termini di fatica, ma il senso è che si sta facendo qualcosa di buono per qualcuno.
Il motore è la voglia di vivere, la voglia di fare il bene che possiamo manifestare in qualsiasi modo. E poi è essere sereni con se stessi, nel rispetto delle cose e delle persone.
Ai ragazzi dico e dimostro che nella vita può succedere qualsiasi cosa, ma noi dobbiamo vivere al massimo delle nostre possibilità”.

Che difficoltà ci sono nel vivere in carrozzina?
Le difficoltà, la barriera architettonica più difficile da combattere è quella psicologica delle persone.
Tanti anni fa, dopo l’incidente, quando andavo in un ristorante, mi guardavano tutti perché ero in carrozzina e mi sentivo giudicato. Oggi c’è la curiosità ma non c’è più il giudizio. La parola più brutta è “poverino”
Poi ci sono i disabili della mente, per cui è davvero complicato rapportarsi, ma alle disabilità come la mia, non si può dire “poverino”.

L’incontro con Papa Francesco

Io sono cattolico e vengo da una famiglia molto cattolica, anche se non sono molto praticante. Da poco, ho avuto l’opportunità di andare in visita al Santo Padre, con il mio parroco.

E’ stato un incontro inimmaginabile, di un’intensità unica. Io ero molto emozionato, quando il Papa si è avvicinato a me, e mi ha chiesto se poteva abbracciarmi. Come potevo dire di no?! In quella stretta ho sentito mio padre. Papa Francesco mi ha dato una carica che sfrutto per andare avanti, per essere più forte.

Mi ha detto “Dovete essere un messaggio per gli altri – portate avanti lo sport in amicizia con un sano agonismo – sempre col sorriso sulle labbra”. Noi siamo sportivi – ma sempre con il rispetto e la competitività.
Questa persona me la porterò nel cuore e le sue parole risuonano in me.

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Tags:
disabilitàfede e sportsport per disabili
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