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Cos’hanno a che vedere un cane, San Rocco, San Domenico e i Domenicani?

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Aleteia Brasil - pubblicato il 08/02/18

No, non è uno scherzo!

Il cane era considerato il miglior amico dell’uomo già migliaia di anni fa. Possiamo vederlo in questo ruolo perfino in alcuni passi della Bibbia, come nel caso del cane fedele di Tobia (cfr. Tobia 5, 16).

In certi periodi storici, i cani sono stati associati alla cura di malattie umane in virtù delle proprietà attribuite alla loro leccata, che avrebbe guarito le ferite.

San Rocco, molto invocato nel XIV secolo come intercessore contro la peste che flagellava l’Europa, era abitualmente ritratto, ad esempio, accanto al suo cane fedele.

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San Rocco

In seguito, il cane bianco e nero è diventato una specie di “simbolo” dell’Ordine domenicano, e più direttamente del suo fondatore, San Domenico.




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Questo è stato in parte dovuto a un gioco di parole tra il termine “domenicani” e l’espressione latina “Domini canes”, che significa “cani del Signore”, nel senso di guardiani fedeli del cristianesimo.

C’era poi un racconto popolare sulla vita di San Domenico che narrava come sua madre avesse sognato di dare alla luce un cane con una torcia in bocca, e quel cane avrebbe incendiato il mondo. Questa storia curiosa evocava la missione evangelizzatrice che San Domenico ha di fatto messo in pratica.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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