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L’arcivescovo di Rio de Janeiro: così la Chiesa brasiliana accoglie omosessuali e divorziati risposati

JOAO TEMPESTA
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Sulle unioni civili: non sono d’accordo, ma ognuno ha la sua libertà di scelta

«Le sfide sono tante, non solo a Rio ma in tutto il Brasile». Una di queste riguarda l’accoglienza della Chiesa di omosessuali e divorziati risposati. Parola del cardinale Orani Joao Tempesta, Arcivescovo di Rio de Janeiro (Brasile).

Il cardinale, famoso per una frase pronunciata al Concistoro del 22 febbraio 2014 («La Chiesa accoglie tutti: anche i gay sono i benvenuti»), ne ha parlato con Fabio Marchese Ragona in “Tutti gli uomini di Francesco” (edizioni San Paolo)

Le unioni civili

Tempesta chiarisce il suo pensiero su unioni civili e matrimonio tra persone dello stesso sesso.

«Sono cose diverse: una cosa è la famiglia, il matrimonio, che fa parte della natura umana. E altra cosa sono questo tipo di unioni, che riguardano i diritti civili, di ereditarietà, ad esempio. Credo che le discussioni su quest’argomento siano iniziate a sorgere per una mancanza di rispetto verso il prossimo e sono convinto che non possa esserci un mondo così intollerante, né da una parte, né dall’altra. Ognuno ha la sua libertà di scelta, anche sapendo che non posso essere d’accordo con lui».

Leggi anche: Italiani favorevoli alle nozze gay. Sicuri?

Gli omosessuali

Sulle persone omosessuali, la Chiesa, secondo il cardinale, «è colei che più di tutti cerca di rispettare il prossimo, di accogliere e di aiutare nei conflitti che ognuno ha in cuor proprio. Indipendentemente dall’orientamento sessuale, la Chiesa deve accogliere. Prendiamo esempio da Cristo che vide tutti e parlò con tutti, senza discriminazioni. Nessuno viene cacciato dalla Chiesa per questo o per quel motivo».

Leggi anche: Il coraggio di amare le persone omosessuali

I  divorziati-risposati

In Brasile, prosegue Tempesta, «ci sono state tante inchieste condotte dalla stampa sull’argomento, anche perché credo che i nostri problemi riguardo alle famiglie siano ampi. Il Papa con Amoris laetitia ci chiede di stare vicini alle coppie, di avere questa prossimità, perché si possa trovare la soluzione per ogni caso. Penso che ciò debba essere implementato in Brasile».

Serve il modo di approfondire e trovare quelle soluzioni utili, chiosa il cardinale, «per tutte le persone che fanno parte della Chiesa e che, a volte, non hanno ancora sciolto il loro precedente matrimonio. Credo che ciò che il Papa propone sia di accompagnare le persone e stare loro vicino: questa è la strada da seguire».

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