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Mamma a 12 anni: “Il mio bambino è stato il colpo in testa mandato dal Cielo per salvarmi”

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Silvia Lucchetti - Aleteia Italia - pubblicato il 06/02/18

Aurora e Stefano al Cav di Forlì

Aurora si trasferisce al Cav di Forlì, il Centro di Aiuto alla Vita, dove anche oggi vive insieme a Stefano (6 anni), il suo bellissimo bambino che al posto degli occhi ha due fari azzurri come la mamma.

“Al quarto mese di gravidanza sono arrivata al Centro di Aiuto alla vita di Forlì dove vivo ancora insieme a Stefano. Non è vero che non ci sono aiuti, ce ne sono e non bisogna lasciarsi spaventare dal futuro. Anche io avevo paura ma poi proprio da Stefano ho preso la forza per andare avanti” (Vatican News).

Oggi Aurora aiuta i collaboratori e volontari del Cav, di giorno è impegnata con il servizio civile in una scuola elementare a sostegno degli scolari problematici e di notte studia per l’ultimo anno di odontotecnico. Tutto insieme al suo Stefano, la sua forza, la sua priorità.

«Non volevo fare con lui lo stesso errore che mia madre aveva fatto con me. Io sono figlia di una donna che ha dato alla luce otto figli da quattro padri diversi, Stefano invece dovrà sempre sapere che lui è la mia priorità, tutto il mondo viene dopo di lui» (Avvenire).




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“Le donne devono sapere la verità”

Da quando ha compiuto 18 anni non smette di portare la sua testimonianza, di raccontare che nonostante il parere contrario degli adulti si può mettere al mondo un figlio, che la paura di non farcela non deve ostacolare la gravidanza, che esistono comunità come i Centri aiuto alla vita che sostengono le madri in difficoltà, che un figlio non rovina mai la vita nemmeno quando hai 12 anni, ma anzi, la salva:

«(…) le donne devono sapere la verità, non è umano ingannarle, si deve dire che abortire significa uccidere tuo figlio. La legge parla chiaro, gli assistenti sociali dovrebbero aiutare la maternità quando è difficile, non farti credere che l’aborto sia una cosa normale. Il giorno in cui ho fatto la prima ecografia l’ho visto, era piccolissimo ma così bello, era il mio dolce maschietto già amato e desiderato. Se avessi dato retta agli adulti, ok, oggi andrei in discoteca e sarei libera, ma la mia vita sarebbe disperata: allora frequentavo una compagnia poco bella e vedo come sono finiti male gli altri, come sono angosciate le mie amiche che hanno abortito. Quella piccola cosina dentro di me mi ha salvata» (Avvenire).

La maternità mi ha portato la felicità

La nascita di Stefano ha aiutato Aurora a superare i traumi della sua infanzia, a comprendere che la vita è un dono prezioso che deve essere custodito, un mistero che dona felicità autentica, e che tutti i bambini hanno diritto a nascere e ad avere una mamma e un papà.

“Questa esperienza anche se fatta da giovanissima mi ha portato alla felicità, mi ha reso una persona migliore, mi ha fatto capire che posso ragionare con la mia testa senza seguire il branco o le brutte compagnie. Un figlio non rovina la vita, un figlio te la cambia in meglio e per me l’attaccamento a Stefano è stato anche un rimediare all’abbandono subito. (…) I bambini devono restare con i genitori, con tutti i sacrifici che questa scelta comporta. Non bisogna far soffrire chi è così piccolo. Un bambino è una vita e quindi deve nascere” (Vatican News).

Le parole di Aurora fanno venire voglia di cantare il ritornello dell’ultimo successo di Jovanotti:

“Come posso io non celebrarti vita? Oh vita! Oh vita”

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Tags:
gravidanzamaternitàtestimonianze di vita e di fede
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