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“Vi spiego perché stiamo riflettendo sull’istituzione dei viri probati”

BENIAMINO STELLA
M. MIGLIORATO I CPP
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Il cardinale Stella, prefetto della Congregazione per il Clero: si pensa a persone anziane ed esemplari. Come avveniva, un tempo, a Corinto

Un impegno “part time”

Perciò, se «la Chiesa vive dell’Eucaristia» e l’Eucaristia «è il nucleo del mistero della Chiesa» (Giovanni Paolo II, Ecclesia de Eucharistia, n. 1), allora a ogni comunità cristiana, anche in situazioni complesse e in contesti culturali ed ecclesiali difficili, «dovrebbe essere garantito questo alimento spirituale».

In tal senso, osserva il Prefetto per il Clero, «ove ne emergesse l’urgenza, si potrà pensare all’ordinazione di “anziani” che, continuando a conservare la famiglia e il lavoro e ricevendo una formazione contestualizzata all’ambiente, potrebbero offrire un servizio a tempo parziale nella stessa comunità da cui provengono, per garantire la pastorale sacramentale e, in particolare, la presidenza della celebrazione eucaristica».

“Itineranti” o “stanziali”

Ci sarebbe in pratica un ritorno alle origini. «Si ricupererebbe – rincara Stella – quella struttura già esistente nella Chiesa delle origini, che distingueva i ministri ordinati celibi (come Paolo e altri fondatori di comunità) dai responsabili di comunità, come gli “anziani” di Corinto. I primi, con formazione più specifica e impegno a tempo pieno nel ministero, sarebbero più itineranti; i secondi, invece, nati all’interno delle stesse comunità, sarebbero più stanziali, secondo i bisogni e le necessità sacramentali della collettività».

Due compiti differenti

In sostanza, ogni comunità appartata e spesso quasi irraggiungibile «potrebbe esprimere i propri “anziani” per la presidenza dell’Eucaristia, mentre i ministri ordinati celibi, essendo itineranti, si occuperebbero dell’animazione e formazione di queste comunità, nonché degli “anziani” stessi che le presiedono in modo stabile».

“Ipotesi da approfondire”

Una proposta che potrebbe sostituire, nel tempo, la figura del prete come la conosciamo oggi? «Si tratta – risponde il cardinale – soltanto di ipotesi da approfondire e di suggestioni che dovrebbero essere verificate attraverso uno studio attento e un ampio discernimento ecclesiale. Una proposta del genere, tuttavia, non sostituirebbe la tipologia di prete attuale né porrebbe in alcun modo l’accento sul celibato opzionale».

“Un prezioso servizio”

Invece, conclude Stella, «andrebbe a completare questa figura, affiancandole quella dei membri della comunità, scelti per età matura e vita esemplare, che potrebbero offrire un prezioso servizio, presiedendo l’Eucaristia e garantendo la confessione e l’unzione degli infermi. Sul tema, il cammino e la discussione sono appena iniziati«.

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