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Quando un parroco soccorre la fiorista del quartiere

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Agnès Pinard Legry - pubblicato il 02/02/18

Parroco a Notre Dame du Travail, nel XIV arrondissement, padre Potez ha invitato i suoi parrocchiani a sostenere una fiorista del quartiere sull’orlo del fallimento. Testimonianza.

Sono parroco in una comunità dedicata a Notre-Dame del Lavoro, mica san Bruno o santa Brigitta! Va dunque da sé che ci siamo messi in moto per venire in aiuto a una commerciante del quartiere.

Così, con humour e giustizia padre François Potez, parroco di Notre-Dame du Travail, ha spiegato ad Aleteia. Perché la storia di Véronique è prima di tutto quella di una commerciante coraggiosa e pienamente immersa nella vita del suo quartiere.

Tutto comincia il 14 luglio 2015. Quella notte degli spacciatori distrussero il suo negozio di fiori a colpi di bottiglie Molotov, perché la sua presenza guastava il loro business. Véronique dovette allora chiudere bottega per quattro mesi.

Poi ha potuto riaprire, ma con un buco terribile che l’assicurazione non ha coperto – spiega padre Potez –. Quando sono andato a trovarla, la sua tristezza mi ha profondamente toccato. Mi ha detto che se non avesse trovato i fondi necessari prima dell’inizio di febbraio avrebbe dovuto chiudere i battenti e si sarebbe trovata senza un tetto sopra la testa.

«I parrocchiani hanno reagito magnificamente»

Una situazione intollerabile, per il parroco. Di colpo domenica scorsa, durante l’omelia, decise di invitare i parrocchiani ad andare al suo negozio, l’Atelier des Fleurs (rue Pernety) per sostenere Véronique comprando un bouquet, una pianta o anche solo un fiore.

Anche la questua di quella messa è stata interamente devoluta a lei – spiega il prete, colpito dalla reazione dei parrocchiani –. Hanno reagito magnificamente dando prova di grande generosità, sia nella questua sia dopo la messa: parecchi di loro sono andati di corsa da Véronique per comprare qualcosa, le hanno svaligiato il negozio! E tornano da lei regolarmente a informarsi, cosa ugualmente importante. Fa bene essere sostenuti nei momenti difficili.

È stata lanciata anche una colletta online. È stato raggiunto un po’ più del 90% dell’obiettivo – 10mila euro –.

È bellissimo vedere tutta questa mobilitazione sui social network; abbiamo avuto anche un articolo su Le Parisien,

ricorda il sacerdote. Una mobilitazione tanto più bella in quanto Véronique non è cristiana.

La Chiesa non è riservata ai cattolici, non è solo “i cattolici che parlano con i cattolici”! La nostra parrocchia è al servizio di un quartiere, di una comunità di cui Véronique fa parte. Il nostro dovere è di testimoniare l’amore di Cristo, e questo amore dobbiamo mostrarlo con i fatti.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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