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Svelati i segreti del penultimo manoscritto di Qumran

QUMRAN ROTOLI MAR MORTO
Franco56 / Wikimedia Commons
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Due ricercatori universitari di Haïfa (Israele) hanno ricostruito i contenuti di uno degli ultimi rotoli di Qumran ancora da interpetare. Contiene notizie sul calendario esseno e le sue feste.

di Christophe Lafontaine

«Dopo averli assemblati tutti si è giunti alla conclusione che si trattava di frammenti dello stesso rotolo». Ilan Yavelberg, portavoce dell’Università di Haifa, ha spiegato in questi termini all’Agenzia France Presse l’esito di un recente studio su oltre 60 minuscoli segmenti di pergamena (in alcuni casi più piccoli di un centimetro quadrato) già scoperti da tempo a Qumran (in Cisgiordania). Fino ad oggi i piccoli reperti non erano stati collegati tra loro, semplicemente perché un ricercatore nel passato aveva postulato che provenissero da pergamene diverse. Ma dopo oltre un anno di indagini ed esami minuziosi, Eshbal Ratson e Jonathan Ben-Dov – membri del dipartimento di Studi biblici dell’Università di Haifa – hanno scoperto che tutti questi frammenti erano correlati, ha spiegato il portavoce dell’ateneo, e che potevano essere riuniti formando ipso facto un solo ed unico rotolo.

Parliamo di uno degli ultimi due rotoli ritrovati nelle grotte di Qumran ancora non letti e con iscrizioni in ebraico fin qui non interpretate. «Pochissime pergamene tra quelle già decifrate riportano scritte in questo linguaggio criptato», ha detto al quotidiano israeliano Haaretz Eshal Ratson. C’è da notare, in proposito, che in gran parte dei manoscritti del Mar Morto sono già stati restaurati e pubblicati.

I due universitari hanno potuto decifrare il codice del rotolo grazie alle annotazioni e ai commenti apportati a margine da uno scriba che correggeva le omissioni dell’autore originario. «L’aspetto positivo di queste glosse è che mi hanno fornito gli indizi utili per la comprensione del puzzle; mi hanno mostrato come assemblare i frammenti di pergamena», ha dichiarato Eshbal Ratson al quotidiano israeliano.

I documenti più antichi risalgono al III secolo a.C. mentre il più recente è stato redatto nel 70 d.C., l’anno della distruzione del secondo Tempio giudaico ad opera delle legioni romane. Molti specialisti ritengono che i rotoli del Mar Morto siano stati scritti dagli esseni, un movimento di asceti ebrei rifugiatisi nel deserto di Giuda, presso le grotte di Qumran che sovrastano la sponda occidentale del Mar Morto, con l’ambizione di ritornare a un giudaismo più autentico.

A riprova dell’identità singolare di questo gruppo di eremiti, il rotolo restaurato contiene riferimenti al calendario di 364 giorni (praticamente modellato sul calendario solare), già conosciuto dai ricercatori per essere stato utilizzato dagli esseni, in opposizione al calendario lunisolare seguito nella pratica religiosa ebraica dell’epoca, così come oggi.

Di fatto, spiega l’università della città nord-israeliana, la pergamena con il calendario presenta «una particolarità importante».

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