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Chi ha inventato gli Esercizi Spirituali? E perché sono stati scritti?

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Sant’Ignazio ha avuto un ruolo decisivo ma le origini di queste pratiche spirituali non risalgono a lui

Gli autori preferiscono descrivere i frutti della preghiera: l’umiltà, che aiuta a trovare la propria autentica collocazione davanti a Dio e agli uomini; la mortificazione, attraverso cui l’uomo muore a se stesso per aprirsi agli altri; la contrizione, che permette di risollevarsi dopo tale o talaltra colpa; la compunzione del cuore, che è quel pentimento che purifica l’uomo interiore; la conversione, che riorienta la vita verso Cristo e il suo vangelo; la povertà e la carità.

Somigliare a Cristo

Secondo questi autori, lo scopo della vita spirituale è di somigliare a Cristo, contemplato nella preghiera. E questo stesso desiderio è il motivo determinante dell’ascesi e dell’austerità della vita. Alcuni autori danno direttive precise: dieci livelli di umiltà, dodici livelli di obbedienza, sei livelli di povertà, sei livelli di verginità, due livelli di carità, ecc.

L’allievo Ignazio

Allo stesso modo altri propongono regole e metodi per trovare il giusto grado di mortificazione, in particolare nel cibo, nel sonno, nel silenzio e nelle penitenze corporali.

L’esperienza spirituale suppone un’ascesi equilibrata in cui l’accento è messo su virtù semplici e solide. È a questo metodo di preghiera che Ignazio di Loyola è stato iniziato al tempo del suo soggiorno a Montserrat.

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