Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Il luogo in cui San Pietro battezzò Santa Prisca

Maria Paola Daud
Condividi

Le Domus Ecclesiae: Santa Prisca

Le prime comunità cristiane si riunivano per i loro riti religiosi in case private. Una sala serviva per il culto e il pasto comunitario. Ciò accadeva prima dell’editto di Milano, all’epoca delle persecuzioni cristiane, e quindi i fedeli si riunivano con ogni precauzione per non essere scoperti. Questi luoghi venivano definiti Domus Ecclesiae, che in latino significa “casa dell’assemblea”, o “casa della chiesa” – quelle che vengono comunemente chiamate “chiese domestiche”.

L’uso di queste piccole chiese è documentato nelle lettere di San Paolo, come possiamo vedere nella Lettera ai Romani 16, 3, in cui saluta Aquila e Prisca, che possedevano una casa a questo scopo sul colle Aventino di Roma.

Dal punto di vista architettonico, i luoghi di culto cristiani non si distinguevano dagli edifici normali, anche se è possibile che già prima del 312 fossero state costruite specificatamente per il culto alcune semplici strutture. In genere le Domus Ecclesiae portavano il nome del proprietario: Ecclesiae Caeciliae, Ecclesiae Clementis, Ecclesia Priscae…

La nostra idea è mostrarvi queste meravigliose Domus Ecclesiae, che dopo duemila anni di cristianesimo restano in piedi custodendo preziosamente la storia e la tradizione della nostra fede cristiana.

Iniziamo con la Domus Priscae, dal nome del personaggio menzionato da San Paolo nelle sue lettere.

È molto difficile stabilire la vera identità di questa martire romana, nonostante i tanti studi di documenti antichi, visto che è probabile che le varie notizie su di lei si riferiscano a persone diverse.

Una tradizione afferma che in realtà si tratti della stessa Priscilla menzionata in Atti 18, 1-4: “Dopo questi fatti Paolo lasciò Atene e si recò a Corinto. Qui trovò un Giudeo chiamato Aquila, oriundo del Ponto, arrivato poco prima dall’Italia con la moglie Priscilla, in seguito all’ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i Giudei. Paolo si recò da loro e poiché erano del medesimo mestiere, si stabilì nella loro casa e lavorava. Erano infatti di mestiere fabbricatori di tende”. Un’altra tradizione afferma che in realtà Prisca era la figlia di Aquila e Priscilla.

Maria Paola Daud

Non solo la tradizione, ma anche gli studi archeologici, dicono anche che la casa di Aquila e Priscilla ospitava riunioni del culto cristiano e che venne visitata da San Pietro e San Paolo.

In base alla leggenda, la chiesa conserva il fonte battesimale, in uso ancora oggi, in cui San Pietro battezzò Santa Prisca.

Maria Paola Daud

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni