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La medicina come atto di misericordia: l’esperienza del ginecologo Bruchalski

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Una domanda attraverso Guadalupe, “Perché mi fai male?”, gli ha cambiato la vita

Una clinica di Ginecologia e Ostetricia che si chiami Tepeyac potrebbe trovarsi in qualsiasi luogo del Messico o dell’America Latina, ma perché anche nel nord dello Stato della Virginia, in piena Costa Ovest degli Stati Uniti?

Il motivo è quello che ha visto e sentito il suo fondatore nella basilica di Guadalupe, sul colle del Tepeyac, a Città del Messico. Una domanda di Dio attraverso lo sguardo della Vergine, “Perché mi fai male?”, ha cambiato la vita e la pratica medica del ginecologo statunitense John T. Bruchalski.

Corpo, mente e spirito

La clinica, o meglio il gruppo Tepeyac OB / GYN, situato a Fairfax (Virginia), si definisce “una struttura medica pro-vita di Ostetricia e Ginecologia, dedicata alle donne e alle loro necessità individuali”.

Si tratta di un’équipe di cinque ostetriche/ginecologhe certificate, nonché di levatrici e infermiere per tutte le donne, “attente al loro corpo, alla mente e allo spirito”.

Impresa completamente cattolica, offre una gamma completa di servizi di Ginecologia e Ostetricia, dalla salute adolescenziale a quella in menopausa. “Tepeyac”, dice sulla sua presentazione web, “serve il nord della Virginia da più di vent’anni”.

In un settore in cui spesso si assiste purtroppo ad attentati contro la vita e manipolazione del corpo della donna, la clinica fondata da Bruchalski spicca per la sua missione, che va al di là della medicina e si inserisce nella trilogia misericordia-giustizia-rapporto medico/paziente.

Medicina misericordiosa

Per questo gruppo, la medicina “è un atto di misericordia”, un modo in cui Dio effonde la sua salvezza nel mondo. “La medicina misericordiosa rappresenta la dignità della persona umana a tutti gli stadi”.

Chi lavora in questo centro pro-vita crede fermamente che “Cristo sia il massimo guaritore e il centro di tutti i nostri rapporti”, ed è quindi impegnato a onorare “la persona completa: corpo, mente e spirito”.

La cura medica a cui “Dio ci chiama”, dicono i medici del Tepeyac, è una cura integrale, ovvero attenta ovviamente all’aspetto fisico, ma anche a quello emotivo, spirituale o finanziario.

Il valore fondamentale, in base alla sua dichiarazione di principi, è “la benedizione della fertilità della donna”. L’obiettivo è “abbracciare, anziché reprimere, il dono della fertilità”, amando il paziente e sforzandosi di alleviare il dolore. “Anche quando ci sforziamo di alleviare la sofferenza, possiamo trovarle un senso nella misura in cui ci uniamo più profondamente a Cristo”.

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