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Il cattolicesimo è la religione amica della scienza

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Nonostante le tante cose che si dicono, l'apprezzamento della Chiesa per la scienza fa parte del suo catechismo

In un episodio recente del popolare programma televisivo statunitense The Late Show, il presentatore Stephen Colbert e Neil deGrasse Tyson, invitato di frequente, hanno scherzato sulla mancanza di significato astronomico del primo giorno dell’anno.

In pochi istanti, il tema aveva già portato Tyson a parlare del ruolo della Chiesa cattolica nella creazione del calendario attuale.

“Il calendario attuale è quello gregoriano, chiamato così per via di Papa Gregorio, introdotto nel 1582 perché il calendario precedente, quello giuliano, stava scombinando l’anno. Aveva uno sfasamento di dieci giorni, e il papa ha detto: ‘Dobbiamo correggere questa cosa’. Ancora oggi esiste un Osservatorio in Vaticano. Ancor prima che venissero inventati i telescopi, i sacerdoti gesuiti vennero convocati per scoprire perché il calendario stava cambiando nell’anno”.

Colbert, che parla apertamente della sua fede cattolica, ha allora chiesto a Tyson se è vero che è stato un sacerdote cattolico a formulare la teoria del Big Bang.

“Sì. Georges Lemaître. Usando equazioni di Einstein, ha dedotto che la storia dell’universo dev’essere iniziata con un’esplosione”.

Questa piccola conversazione avrebbe potuto essere poco interessante in altri tempi, ma non oggi.

La crescita del neo-ateismo e del letteralismo biblico in questo inizio di millennio ha diffuso la falsa idea per cui esiste un conflitto non necessario tra scienza e religione, e molti giovani assorbono questa falsa idea come un assioma. Nel suo libro recente iGen, sulla più esigua generazione religiosa nella storia degli Stati Uniti, la dottoressa Jean Twenge menziona un ragazzo che ha dichiarato: “Ho imparato in chiesa che non potevo credere a Dio e alla scienza allo stesso tempo. E ho smesso di credere in Dio”.

Ciò può essere vero in alcune Chiese, ma non nella Chiesa cattolica, e vale la pena di ripeterlo tutte le volte che è possibile. Nel cattolicesimo, Dio e la scienza sono alleati. La conversazione di Tyson e Colbert è un promemoria del fatto che molti sacerdoti e fedeli cattolici stati grandi scienziati.

Ed esistono ragioni non solo storiche, ma anche teologiche per questo fatto. Il cattolicesimo è ed è sempre stato una religione legata alla scienza e corroborata da questa. La dottrina cattolica sottolinea il rapporto tra la fede e l’autosviluppo integrale, il che include la dimensione intellettuale e tutto il suo potenziale di comprensione della realtà. Non a caso, una delle encicliche più famose di San Giovanni Paolo II è proprio la Fides et Ratio, che inizia dichiarando: “La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità”.

Anche all’auge del neo-ateismo del nuovo millennio e della sua abitudine di deridere tutto ciò che è religioso (abitudine ideologicamente di parte e ben poco scientifica), un uomo sembra attirare il rispetto e l’attenzione di persone come Richard Dawkins e Bill Maher: padre George Coyne, sacerdote cattolico, astrofisico e direttore dell’Osservatorio del Vaticano a Tucson, in Arizona (Stati Uniti). L’esistenza stessa di questa figura sfida l’idea miope per cui la religione “avvelena” il pensiero razionale e scientifico.

Il picco del neo-ateismo nel primo decennio di questo secolo è ormai un ricordo, sostituito da agnostici più affabili, come Tyson, che può non essere il fan numero 1 della religione – di fatto, il primo episodio della sua serie televisiva Cosmos presenta i chierici cattolici del XVI secolo come nemici della scienza –, ma almeno si concentra sul promuovere la conoscenza in modo aperto e dialogante e non sul denigrare la religione. È un cambiamento di prospettiva accolto in modo positivo, che permette incontri più costruttivi, come quello tra Tyson e Colbert.

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