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Un film racconta i fallimenti di Sant’Agostino prima di incontrare Dio

Augustine, Son of Her Tears
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“Augustine: Son of Her Tears” si presenta il 21 gennaio a Roma. Una pellicola innovativa che si incrocia con una storia attuale

La vita di sant’Agostino diventa un film. La pellicola, intitolata “Augustine: Son of Her Tears” e diretta dal regista egiziano Samir Seif, è frutto di una produzione interamente nord-africana tra Tunisia e Algeria, paesi dove il grande filosofo e teologo visse tra il quarto e il quinto secolo.

Il film dura 115 minuti ed è stata prodotto nel 2016. La presentazione ufficiale mondiale nel novembre 2017. Ora la pellicola sbarca finalmente in Italia, a Roma, grazie all’Institute for World Evangelisation – ICPE Mission, che ha organizzato una premiere domenica 21 gennaio presso l’Auditorium Augustinianum.

Prima di Dio fallimenti e debolezze

La pellicola, sulla traccia delle celebri “Confessioni”, mostra sant’Agostino d’Ippona alla continua ricerca di risposte in mezzo a fallimenti e debolezze, fino ad arrivare alla fede in Dio grazie alle incessanti preghiere e lacrime di sua madre santa Monica.

Il documentario di Hedi

La vicenda cinematografica si intreccia con la storia di Hedi, un giovane regista di Parigi dei tempi di oggi, che vuole realizzare un documentario proprio su sant’Agostino, una decisione che lo sfida a rivalutare le proprie priorità su Dio, famiglia, amore e verità.

“Rivela la personalità unica di Agostino”

«Questo film rivela la personalità unica di sant’Agostino, di cui gli abitanti di Algeria e Tunisia sono così fieri», ha dichiarato il cardinale Prosper Grech, consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede, che interverrà alla premiere a Roma. «L’eccellente produzione è un invito aperto a continuare la ricerca della verità attraverso un sincero dialogo interreligioso. Agostino divenne uno dei maggiori influencer nello sviluppo del pensiero cristiano occidentale. Possa questo film gettare semi dei santi di domani!».

“Esempio di collaborazione interreligiosa”

«Riteniamo che questo film abbia una particolare importanza perché parla all’uomo contemporaneo e rivolge domande esistenziali che molte persone affontano ogni giorno», ha sottolineato Mario Cappello, presidente dell’Institute for World Evangelisation – ICPE Mission. «Il film rappresenta la ricerca del trascendentale, un cammino verso la pace che Agostino arriva a comprendere possa trovarsi solo in Dio. Inoltre è una grande produzione nord-africana con partner di differenti religioni, un eccellente esempio di collaborazione interreligiosa per il bene comune della società».

La miniserie Rai

Non è la prima volta che Sant’Agostino va sul grande e piccolo schermo. Nel 2010 ebbe un buon successo di pubblico la miniserie su Raiuno “Sant’Agostino”, interpretato da Alessandro Preziosi.

In quel occasione la vita di Agostino venne raccontata con la tecnica del flashback, partendo dal 430, quando è l’ormai anziano vescovo di Ippona, cinta da assedio dai barbari vandali del re Genserico. Per poi ripercorrere la sua adolescenza a Tagaste, piccola città dell’Africa romana, l’adesione al manicheismo, la conversione nella Milano di Sant’Ambrogio all’età di 33 anni, il rapporto con la madre Monica e la disputa con i donatisti che ebbe luogo a Cartagine nel 411.

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