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Il Papa accolto in Cile con altre chiese incendiate

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Due parrocchie date alle fiamme nell'Araucanía e un'altra attaccata a Santiago

All’alba di questo martedì, alla vigilia dell’arrivo di Papa Francesco a Temuco, due cappelle situate nella località di Cunco, nella regione de La Araucanía, sono state date alle fiamme.

Si tratta della cappella di Santa Juanita, costruita di recente, e di un’altra nella zona di Villa García. Ancora si indaga sulle cause, ma i fatti si sono verificati simultaneamente e in concomitanza con l’arrivo del Pontefice in Cile.

“Si sono completamente consumate, non è rimasto niente, e quindi sarà difficile poter stabilire l’origine e la causa dell’incendio”, hanno affermato i Pompieri secondo quanto riporta Radio Cooperativa.

Alla vigilia dell’arrivo del Papa, un altro attacco si era verificato nella parrocchia Madre della Divina Provvidenza a Santiago. Oltre all’immagine della Vergine, hanno riferito i mezzi stampa e le autorità locali, sono state bruciate anche bandiere cilene e del Vaticano.

Questi attacchi si sommano ad altri perpetrati nei giorni precedenti, ma nonostante la situazione dal Vaticano non è stato lanciato alcun allarme riguardo alla sicurezza del Pontefice durante la sua visita apostolica in Cile e in Perù.

“L’unica chiesa che illumina è quella che arde”, recitava il “motto” dell’attacco a una delle chiese date alle fiamme a Santiago.

“A quanto pare i fatti sembrano essere opera di piccoli gruppi con una capacità di azione limitata”, ha dichiarato il Ministro degli Interni del Cile, Mario Fernández, alla radio BioBioChile, affermando che si tratta di “assalti incendiari più che di attacchi esplosivi”.

“Il Papa non dovrebbe correre alcun rischio nella sua visita in Cile”, ha osservato Fernández riferendosi alla prima visita papale nel Paese dopo quella di Giovannni Paolo II nel 1987.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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