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La camomilla tra le sostanze eccitanti? E’ solo questione di tempo…

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E’ una pianta benefica dai famosi effetti rilassanti, lenitivi e antinfimmatori. Ma occorre prestare attenzione al tempo di infusione. Oltre i 3 minuti cambia carattere!

A chi non è capitato di ricorrere ad una camomilla per cercare di favorire il sonno?

La camomilla infatti, ricavata dalla pianta Matricaria recutita, è da sempre conosciuta per le sue notevoli proprietà sedative e calmanti, grazie alla capacità dell’apigenina di legarsi agli stessi recettori delle benzodiazepine.

Già nell’antico Egitto era nota questa caratteristica, tanto che si era soliti mettere nelle imbalsamature dei fiori di camomilla per mantenere la serenità del defunto durante il viaggio nell’aldilà.

La ESCOP (European Scientific Cooperative on Phytotherapy), principalmente riconosce l’attività antispasmodica e antinfiammatoria dei flavonoidi contenuti, per questo si rivela un ottimo rilassante in caso di mal di pancia e crampi intestinali dovuti da stress o cattiva digestione e aiuterebbe anche a mitigare i dolori mestruali.

Gli usi
Principalmente l’utilizzo della camomilla avviene sotto forma di tisana, un cucchiaino di fiori o una bustina già pronta in una tazza, ma quello che in pochi sanno e a cui bisogna prestare maggiormente attenzione sono i tempi di infusione, pare infatti che oltre i tre minuti, la pianta rilasci sostanze eccitanti che vanno dunque ad annullare l’effetto rilassante…provare per credere!

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