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Il brano che gli U2 hanno dedicato a un amico di Giovanni Paolo II

HUBERT BOESL / DPA
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E che ha cambiato per sempre la storia del gruppo irlandese

Due nomi essenziali per la caduta del comunismo sono senz’altro quelli di San Giovanni Paolo II e di Lech Wałęsa, legati da una profonda amicizia per via di questo obiettivo comune. Wałęsa, che ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace ed è stato Presidente della Polonia, è arrivato a confessare: “Non riuscirei a concepire la mia esistenza né quella di Solidarność senza la figura di un polacco magnifico e grand’uomo: Giovanni Paolo II”.

La costante denuncia di Papa Wojtyła e l’attivismo del sindacato Solidarność, che Lech Wałęsa aiutò a fondare nel 1980, sono stati decisivi per la disintegrazione del blocco sovietico. Dalla sua fondazione, il primo sindacato libero dell’Est non ha smesso di riunire affiliati, ricevendo anche il sostegno della comunità internazionale e della Chiesa cattolica.

Evidentemente, la lotta non era esente da dissapori. Sentendosi minacciato, il 13 dicembre 1981 il Presidente polacco, Wojciech Jaruzelski, ha decretato la legge marziale che incarcerava la maggior parte dei dirigenti di Solidarność. Wałęsa è rimasto in prigione per 11 mesi.

È stato allora che Bono, leader della band irlandese degli U2, ha scritto una delle canzoni emblematiche del gruppo, New Year’s Day. Lungi dall’alludere alle festività dell’anno nuovo, il testo denuncia il clima di tensione che si viveva nell’Europa divisa in due blocchi, oltre ad essere una dichiarazione d’amore.

Bono ha scritto il testo immaginando che Wałęsa, imprigionato, dicesse alla moglie Danuta Gołoś: “I will be with you again” [Starò di nuovo con te]. Il brano è stato lanciato il 1° gennaio 1983.

New Year’s Day, tratto dall’album War, è stato il primo successo internazionale degli U2 e ha cambiato per sempre la storia del gruppo. La rivista Rolling Stones l’ha incluso nella lista delle 500 canzoni migliori di tutti i tempi.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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