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Come posso controllare meglio la mia ira, la mia ansia, le mie paure?

WOMAN STRESS
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La ricetta è scavare nei propri pensieri inconsci e “sostituirli”. Un’operazione alla portata di tutti. Vediamo come farla

Di contro, le reazioni di coloro che vengono malamente trattati dalla persona irascibile possono essere o di esagerata sottomissione o di ribellione e rifiuto. In entrambi i casi, però, non lasciano tranquillo l’irascibile che si rende conto del suo comportamento esagerato e si sente colpevole.

“Tutto il mondo sbaglia…”

Come per altre situazioni emotive troppo intense, il rilassamento può contribuire notevolmente a contenere l’ira. Ma dal punto di vista cognitivo, l’accortezza più efficace è prendere coscienza dei pensieri automatici che provocano l’esplosione di ira e metterli in discussione, sostituendoli con pensieri come questi: «In realtà, ciò che è successo non è così grave», «Tutto il mondo sbaglia e anch’io», «È impossibile non commettere errori».

Disattivare questi pensieri

Chiaramente, sono solo alcuni dei ragionamenti che possiamo opporre ai pensieri che ci irritano. Se, però, riesco a pensare in un modo più oggettivo e sereno, il livello di ira diminuirà immediatamente e cominceranno a scomparire le esplosioni di rabbia. È fondamentale essere coscienti che non si riesce a disattivare questi pensieri una volta per tutte, ma che è un processo in cui si alterneranno successi e fallimenti, e la cosa importante è continuare a volerlo sopra ogni cosa.

Dove nasce la nostra ansia

L’ansia è una paura diffusa, senza un oggetto chiaro: abbiamo paura di ciò che può capitare. Quanto meno chiari sono i fatti negativi che ci aspettiamo accadano, con tanto più pessimismo li pensiamo; la nostra previsione è sempre tesa al peggio.

La nostra ansia può essere scatenata da molteplici fattori. Alcune persone soffrono un’ansia di tipo sociale: costa loro fatica relazionarsi con gli altri perché pensano sempre di essere rifiutati, si sentono incapaci e mai all’altezza. I loro pensieri inconsci di solito sono di questo tipo: «Non piacerò a nessuno»; «Mi renderò ridicolo», «Nessuno vorrà stare con me».

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Chombosan I Shutterstock

Ansia da successo o insuccesso

In altre persone si riscontra un’ansia legata al successo o al fallimento, sia professionale che nel percorso di studio: esse temono di non fare bene ciò che è stato loro affidato e attribuiscono a ciò conseguenze catastrofiche, le quali si manifestano mentalmente in questo modo: «Non sarò mai promosso», «Non farò mai carriera».

Le preoccupazioni dello studente

Tutti questi pensieri generano ovviamente una grande ansia e in questi casi le previsioni dell’inconscio tendono ad autorealizzarsi.

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