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“La famiglia è una cosa importante. Una volta che hai scelto, devi cercare di tenerla unita”

MARA MAIONCHI
Facebook - Mara Maionchi
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Come non condividere le parole della signora della discografia? “Oggi sembra che l’imperativo sia divertirsi 24 ore al giorno, distrarsi, non pensare mai. Ma non si può. E aggiungo: che divertimento c’è nel divertirsi e basta? Anche le rinunce danno soddisfazioni”.

Oggi parliamo proprio di lei, della signora della discografia italiana. Occhiali, orecchini e rossetto rosso. Un personaggio televisivo molto amato dal pubblico anche grazie alle sue partecipazioni come giudice al talent musicale di successo XFactor. Segni particolari? Risata fragorosa, battute spesso poco politically correct, linguaggio (troppo) colorito, da “bolognese doc”, che fa impazzire il web. Ci sono decine e decine di meme su di lei!

La Maionchi è una donna forte, piena di ironia, ruspante, coraggiosa ma al contempo dolce, pacificata con la vita e nell’intervista rilasciata a Silvia Truzzi per il Fatto Quotidiano sono stati diversi i passaggi e le risposte che ci hanno colpito e che abbiamo apprezzato, soprattutto in tema di famiglia.

Piccola premessa: nessuno di noi vuole darle la patente di “cattolica perfetta”, il nostro intento è sottolineare la schiettezza e l’umanità delle sue parole.

“Non ho fatto una fatica titanica in quanto donna”

L’intervista si apre con i ricordi dell’adolescenza, i brutti voti a scuola “ero proprio un somaro”, i primi lavori e il grande entusiasmo anche nello svolgere semplici mansioni, poi il trasferimento a Milano, la tenacia e il piglio da guerriera che le hanno permesso di non badare troppo ai pregiudizi e di procedere nel suo percorso.

Il mio era un mondo molto maschile, anzi direi quasi esclusivamente maschile. E anche a me sono toccati i pregiudizi, ma non ci ho mai fatto troppo caso. (…) Non ho fatto una fatica titanica in quanto donna. È vero che io sono sempre stata molto combattiva e questo aiuta.

Lavoro e maternità

La Maionchi confida di essere stata d’accordo negli anni sessanta con le rivendicazioni femministe ma non di aver mai preso parte alle manifestazioni “Ai cortei però non andavo perché lavoravo, avevo la famiglia”.

Tocca poi il tema della conciliazione lavoro e famiglia dopo che l’Istat ci ha informato pochi giorni fa che sono circa 29.000 le donne che hanno rassegnato le dimissioni dal lavoro a causa della nascita di un figlio. Soprattutto al Nord dove il lavoro c’è.

(…) non ero il tipo da ‘io sono mia’. Ci sono battaglie ancora da vincere, penso alle difficoltà a conciliare lavoro e maternità. Giusto che siano illegali le dimissioni in bianco, una pratica barbara, ma poi ci tocca vedere che aumentano le dimissioni volontarie delle neomamme perché non ci sono asili e strutture che le supportino.

Profondamente credente

Sposata da 42 anni con lo stesso uomo, mamma di due figlie e nonna si dichiara profondamente credente: “prego molto ma vado poco in chiesa: non mi è mai piaciuto il fan club”.

“Sindaco o sindaca?”

Sono tantissime le risposte degne di nota, lo stile schietto della discografica è sempre d’effetto. Scontrosa, simpatica e senza peli sulla lingua alla domanda della giornalista “Sindaco o sindaca?” risponde andando contro, anche in questo caso, il politically correct, per lei è una questione… ehm… come dire… sciocca:

L’ importante è che le donne arrivino a fare il ministro. E poi: che uno sia bravo nel suo mestiere, un bravo ministro, senza rompere le palle con questa cosa del nome.

Quando si dice andare dritto all’essenziale… fortunatamente ci sono ancora donne così! 😉

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