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L’amore di moglie è in competizione con quello di madre?

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No, anche se può sembrare. Perchè il cuore si deve espandere (è fatto apposta!) e non dividere

Ed invece siamo persone meschine, diffidenti, che danno amore solo a chi trovano comodo, e lo fanno con il contagocce, perché fa paura amare, perché non siamo in grado di amare in modo sano, diamo a tutti lo stesso amore, quando in realtà non gli stiamo dando niente, facciamo solo confusione. Viviamo di emozioni “forti”, che ci fanno torcere le budella, vogliamo sentirci sempre con il cuore in gola, come sulle montagne russe; non siamo in grado di provare sentimenti maturi. Ma l’amore è prima di tutto una scelta: io scelgo di accettarti per come sei, per come vieni, non pretendo di cambiarti, voglio solo aiutarti ed esserti vicino, capire il tuo punto di vista e cercare di aiutarti da lì. Amare il prossimo come ami te stesso.

E forse è proprio questo il problema: noi non ci amiamo più, non ci accettiamo più per come siamo, per come veniamo, non accettiamo i nostri punti di vista, i nostri pensieri. Ci troviamo banali, superati, noiosi, spenti, brutti, grassi, antipatici, indegni.

E allora ci buttiamo sulle emozioni forti: ci mettiamo con il ragazzo “duro” che ci fa battere il cuore come nessuno al mondo, e magari lo sposiamo anche; però poi arriva un figlio, e il pugno allo stomaco che ti dà quell’emozione lui non te l’ha dato mai. E no. Un figlio ti trafigge come una lancia rovente il costato, ti fa provare quell’ebrezza che hai sempre cercato, di riempe di una gioia che mai avevi provato prima. Ed ecco che quel poveretto finisce in secondo piano.

Perché in fondo era da un po’ che non ti faceva più battere il cuore in quel modo, ormai anche lui era diventato banale e noioso. Ti ci eri abituata. Ed ecco per magia che viene spostato al secondo posto, se gli va bene, e sul gradino più alto del podio ci mettiamo quella creaturina, così piccola ed indifesa e già con questo peso sulle spalle. E guai a farne un altro, di primo posto ce ne può essere uno solo, eh.

Non abbiate paura di amare, date ordine ai vostri sentimenti, non cercate le “emozioni forti”, vivete di emozioni vere. Imparate prima di tutto a riamare voi stessi. Ve lo meritate, davvero.

Non siate madri e poi mogli. Siate madri e mogli, siate creature capaci di amare. Chiunque.

Shalom,

Sara

 

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