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La Bayer commissiona una ricerca su donne e contraccezione: qual è la novità?

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Millennials e baby boomers fanno le stesse scelte in fatto di comportamento sessuale e contraccettivi. Il problema lamentato da entrambi i target? Poche informazioni

E’ del Maggio 2017 la pubblicazione dei risultati dell’indagine “Women and contraception: From baby boomers to millennials – has anything really changed?”

Riferisce la pagina Bayer Italia che

Il sondaggio è stato condotto da Opinion Health fra novembre 2016 e gennaio 2017 tramite un questionario online di cinque minuti distribuito in nove paesi: Francia, Germania, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Messico, Brasile e Stati Uniti. Hanno partecipato alla survey circa 9.000 donne, ovvero 1.000 per paese, così ripartite: 500 con età compresa fra i 21 e i 29 anni e 500 con età compresa fra i 50 e i 65 anni.

Obiettivo: confrontare le aspirazioni, lo stile di vita e le scelte contraccettive delle millenials (donne tra i 21 e i 29 anni) e delle baby boomers (le donne che ora hanno tra i 50 e i 65 anni) alla loro stessa età, ovvero nel pieno della loro vita sessuale attiva. Lo scopo era capire quanto e come fossero diverse le scelte e i comportamenti delle due generazioni.

E allora quanto sono diverse mamme e figlie?

Poco, molto poco.

Il 51% delle baby boomer riteneva di non possedere le informazioni necessarie per intraprendere una scelta consapevole e lo stesso problema viene riferito dal 35% delle millennial, malgrado queste ultime abbiano accesso a più informazioni rispetto al passato.

Il 41% delle millennial ha riportato la paura di esposizione ad ormoni sintetici come prima barriera all’utilizzo della pillola e il 26% il timore della dimenticanza di assunzione quotidiana; dato simile registrato per le baby boomers, anche se rivelano una maggiore preoccupazione per la dimenticanza rispetto all’assunzione di ormoni sintetici.

Proprio come le loro mamme, il 24% delle millennial, cioè una donna su quattro, ha riferito che a influenzare maggiormente la scelta del primo metodo contraccettivo è soprattutto il dialogo poco proficuo con gli operatori sanitari che, non prendendo in considerazione tutte le opzioni disponibili, alimenta la percezione di non possedere tutte le informazioni necessarie per una decisione consapevole sulla scelta più adatta alle proprie esigenze. Analogamente, il 27% delle baby boomer dichiara che, all’epoca dei loro 20 anni, non si trovava a proprio agio a discutere con il medico le varie opzioni.

La ricerca sottolinea inoltre come oggi, più che nel passato, appaia rilevante nella scelta del metodo contraccettivo l’influenza della madre e sempre meno quella del partner.(Bayer.it)

Una variazione importante si riscontra nel massiccio ricorso all’aborto chimico – chiamato qui contraccezione di emergenza– ora a facile disposizione, anche online.

Quindi nonostante l’accesso ad una quantità pressoché illimitata di informazioni, le giovani di oggi si dicono in difficoltà a reperirle. Con i medici non si trovano a loro agio, proprio come le loro mamme. Non chiedono più di tanto alla ginecologa, non ne parlano col partner. Si rivolgono praticamente tutte alla mamma. Che però non è tanto preparata.

Fino a qui quel che emerge dalla ricerca; commissionata da un soggetto che non è un’agenzia etica.

Eppure questo quadro fa emergere, anche solo in absentia, la voce forse poco ascoltata, soffocata di quei soggetti che hanno per le mani il grande tesoro.

Che hanno la possibilità non tanto di informare (possibile che sia davvero questo il problema? Sapere come funzionano pillola, spirale, preservativo, cerotto, sterilizzazione, etc…? Probabilmente ciò che manca a livello di informazione vera e propria è la fisiologia del ciclo femminile) quanto di educare i giovani ad una concezione integrale e piena dell’amore e della sessualità umani.

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