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La Bayer commissiona una ricerca su donne e contraccezione: qual è la novità?

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Paola Belletti - Aleteia Italia - pubblicato il 13/01/18

Millennials e baby boomers fanno le stesse scelte in fatto di comportamento sessuale e contraccettivi. Il problema lamentato da entrambi i target? Poche informazioni

La dinamica è nota a tutti, da tempo: le aziende vivono sul mercato e rispondono, con la loro offerta, ad una domanda. Non è proprio solo così perché sappiamo come e quanto siano indefesse e febbrili le attività dei soggetti commerciali volte non soltanto ad intercettare bisogni reali, quanto anche a sollecitare bisogni inespressi, a distorcerli, a produrli quasi.

Possiamo anche riscontrare che moltissime aziende conoscono l’uomo come struttura di desiderio, ma tacciono il fatto che tale desiderio sia per natura insaziabile e lo alimentano con la legna crepitante di prodotti e servizi sempre nuovi, illudendo il consumatore che sia solo questione di quantità e di qualità giusta del prodotto, servizio, brand offerto. Che c’è quello che davvero sazia la fame. O che basterà comprarne sempre. O fidelizzarsi.

Lavorando nel settore consulenza si scoprono tante cose, che sono alla fine delle ovvietà: il cliente davvero soddisfatto e che volentieri si fidelizza è quello che non viene guardato come cliente ma come persona. Insomma non ci si scappa, l’uomo è pur sempre l’uomo.

Comunque sia è diffuso costume delle organizzazioni prospere o intenzionate a diventarlo impegnarsi nell’ascolto sistematico e serio dei propri clienti.

Questo vale naturalmente anche per le aziende farmaceutiche e pure per il settore della contraccezione. Sì. La paura di “contrarre” gravidanza è da tempo stata codificata in “bisogno” di prodotti o ausili che allontanino questa eventualità da persone sessualmente attive, ma non intenzionate a mettere al mondo figli.

Fatta questa operazione (ci sono voluti anni, decenni ma ora pare che la coscienza in merito sia ben consolidata in larghi strati di popolazione mondiale) occorre tenere monitorato il mercato, nel proprio segmento e se possibile ampliarlo.

Cosa chiede la clientela? Cosa si aspetta da noi? Manteniamo le promesse coi nostri prodotti? E ancora prima: come vivono la sessualità le donne di oggi? Quanto profondamente sono cambiate rispetto alle generazioni precedenti?

Vediamo alcuni dati significativi emersi da questa ricerca di mercato su scala internazionale.

E’ del Maggio 2017 la pubblicazione dei risultati dell’indagine “Women and contraception: From baby boomers to millennials – has anything really changed?”

Riferisce la pagina Bayer Italia che

Il sondaggio è stato condotto da Opinion Health fra novembre 2016 e gennaio 2017 tramite un questionario online di cinque minuti distribuito in nove paesi: Francia, Germania, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Messico, Brasile e Stati Uniti. Hanno partecipato alla survey circa 9.000 donne, ovvero 1.000 per paese, così ripartite: 500 con età compresa fra i 21 e i 29 anni e 500 con età compresa fra i 50 e i 65 anni.

Obiettivo: confrontare le aspirazioni, lo stile di vita e le scelte contraccettive delle millenials (donne tra i 21 e i 29 anni) e delle baby boomers (le donne che ora hanno tra i 50 e i 65 anni) alla loro stessa età, ovvero nel pieno della loro vita sessuale attiva. Lo scopo era capire quanto e come fossero diverse le scelte e i comportamenti delle due generazioni.

E allora quanto sono diverse mamme e figlie?

Poco, molto poco.

Il 51% delle baby boomer riteneva di non possedere le informazioni necessarie per intraprendere una scelta consapevole e lo stesso problema viene riferito dal 35% delle millennial, malgrado queste ultime abbiano accesso a più informazioni rispetto al passato. Il 41% delle millennial ha riportato la paura di esposizione ad ormoni sintetici come prima barriera all’utilizzo della pillola e il 26% il timore della dimenticanza di assunzione quotidiana; dato simile registrato per le baby boomers, anche se rivelano una maggiore preoccupazione per la dimenticanza rispetto all’assunzione di ormoni sintetici. Proprio come le loro mamme, il 24% delle millennial, cioè una donna su quattro, ha riferito che a influenzare maggiormente la scelta del primo metodo contraccettivo è soprattutto il dialogo poco proficuo con gli operatori sanitari che, non prendendo in considerazione tutte le opzioni disponibili, alimenta la percezione di non possedere tutte le informazioni necessarie per una decisione consapevole sulla scelta più adatta alle proprie esigenze. Analogamente, il 27% delle baby boomer dichiara che, all’epoca dei loro 20 anni, non si trovava a proprio agio a discutere con il medico le varie opzioni. La ricerca sottolinea inoltre come oggi, più che nel passato, appaia rilevante nella scelta del metodo contraccettivo l’influenza della madre e sempre meno quella del partner.(Bayer.it)

Una variazione importante si riscontra nel massiccio ricorso all’aborto chimico – chiamato qui contraccezione di emergenza– ora a facile disposizione, anche online.




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Quindi nonostante l’accesso ad una quantità pressoché illimitata di informazioni, le giovani di oggi si dicono in difficoltà a reperirle. Con i medici non si trovano a loro agio, proprio come le loro mamme. Non chiedono più di tanto alla ginecologa, non ne parlano col partner. Si rivolgono praticamente tutte alla mamma. Che però non è tanto preparata.

Fino a qui quel che emerge dalla ricerca; commissionata da un soggetto che non è un’agenzia etica.

Eppure questo quadro fa emergere, anche solo in absentia, la voce forse poco ascoltata, soffocata di quei soggetti che hanno per le mani il grande tesoro.

Che hanno la possibilità non tanto di informare (possibile che sia davvero questo il problema? Sapere come funzionano pillola, spirale, preservativo, cerotto, sterilizzazione, etc…? Probabilmente ciò che manca a livello di informazione vera e propria è la fisiologia del ciclo femminile) quanto di educare i giovani ad una concezione integrale e piena dell’amore e della sessualità umani.

Se qualcuno non li aiuta continueranno a guardare alla sessualità come ad una pratica, un esercizio a fini di piacere che prevede il coinvolgimento quasi accidentale di un altro, ma che resta esperienza prettamente individuale (ecco forse perché le giovani donne parlano solo con la mamma e non con il fidanzato!).

Non ci si può aspettare una svolta morale da Bayer che probabilmente risponderà con “ancora più contraccezione” a questa situazione, ma si devono valorizzare, sostenere, sollecitare vigorosamente tutte le voci che possono anzi devono parlare ai giovani con autorevolezza.




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Hanno bisogno di essere accompagnati da adulti riusciti a comprendere la bellezza della sessualità da vivere come dono di sé, come dimensione alta della persona e non più tanto come ginnastica.

E dagli operatori sanitari dovrebbe arrivare almeno a titolo di inventario l’informazione dell’esistenza dei metodi di regolazione naturale della fertilità umana, ormai troppo a lungo e colpevolmente ignorati.

Ma la vera differenza, sostiene Avvenire che commenta la stessa notizia, può farla solo la famiglia.

Insieme alla Chiesa, aggiungiamo, che delle famiglie è la casa e che possiede un tesoro di sapienza su questo tema che non può più essere tenuto nascosto.




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