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La Scrittura non può essere l’unico arbitro di ciò che rende una persona cristiana

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Dio sapeva cosa stava facendo quando ha fondato la Chiesa cattolica

Il libro di apologetica evangelica sullo scaffale del negozio dell’usato sembrava interessante, perché l’autore iniziava descrivendo una cena con il famoso ateo Christopher Hitchens. Intitolato The Grace Effect, il testo prometteva scintille.

Hitchens critica il cristianesimo dicendo che i cristiani si comportano male. Lo scrittore ribatte dicendo a Hitchens che la vera domanda è “Cosa dice la Bibbia?” Scrive: “L’idea che la Bibbia sia l’unico arbitro di ciò che distingue il cristianesimo autentico dalle sue versioni contraffatte, un concetto vecchio come il cristianesimo stesso, lo ha lasciato interdetto”.

Leggendo e apprezzando da molto tempo Hitchens, dubito seriamente che questa affermazione possa lasciare senza parole una persona intelligente come lui, e se così fosse è non solo sbagliato, ma ridicolo.

Il grande errore dello scrittore sul cristianesimo

Lo scrittore offre altre prove delle sue limitazioni. Eccone una notevolmente irritante: gran parte del libro è ambientata in Ucraina, e lo scrittore afferma che “i cristiani autentici sono solo un’esigua minoranza della popolazione”. Per “autentici” intende protestanti evangelici come lui. Dice questo di un Paese il cui regime comunista sovietico ha perseguitato brutalmente ortodossi e cattolici per settant’anni.

Alcuni di loro sono morti per la fede, molti hanno perso lavoro e famiglia. Quasi tutti hanno perso qualsiasi possibilità di avere una vita dignitosa. Erano sempre in pericolo. Alcuni sono stati internati nei terribili campi di prigionia, i gulag. Certi americani che non hanno mai affrontato la persecuzione per la propria fede dichiarano che loro e i loro discendenti non sono “cristiani autentici”.

Tornando al grande errore dell’autore sul cristianesimo, prendiamo la prima Pentecoste. Sono sicuro che lo scrittore sarebbe d’accordo. I primi libri di quello che è diventato il Nuovo Testamento sono apparsi almeno vent’anni dopo quell’evento, mentre l’ultimo potrebbe essere stato scritto oltre 60 anni dopo. Decidere quali libri costituissero quello che ora chiamiamo Nuovo Testamento e quali no ha richiesto un paio di secoli.

In altre parole, la Chiesa è andata avanti per molto tempo senza la parte più importante della Bibbia. Quei libri letteralmente non esistevano. Gli apostoli e quelli che loro avevano ordinato erano gli unici a trasmettere la Parola di Dio. L’autore sicuramente lo sa, e tuttavia afferma la sua idea di Scrittura come “unico arbitro” del vero cristianesimo come “un concetto vecchio quanto il cristianesimo stesso”.

È ridicolo, e lo scrittore dovrebbe saperlo. I creatori del protestantesimo fondamentalmente hanno inventato questa idea quasi 1.500 anni dopo la Pentecoste. Nessuno prima di allora ha descritto la Scrittura come “unico arbitro”. I riformatori avevano bisogno di un’autorità da poter usare contro la Chiesa. Avevano bisogno di una carta vincente da giocare contro l’autorità della Chiesa. Avevano bisogno di un modo per dire “La Chiesa cattolica dice questo, ma Dio Onnipotente dice quest’altro!” La Scrittura era l’unica opzione che avevano.

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