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La Scrittura non può essere l’unico arbitro di ciò che rende una persona cristiana

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IdeacreamanualaPps | CC BY 2.0

David Mills - pubblicato il 12/01/18

Dio sapeva cosa stava facendo quando ha fondato la Chiesa cattolica

Il libro di apologetica evangelica sullo scaffale del negozio dell’usato sembrava interessante, perché l’autore iniziava descrivendo una cena con il famoso ateo Christopher Hitchens. Intitolato The Grace Effect, il testo prometteva scintille.

Hitchens critica il cristianesimo dicendo che i cristiani si comportano male. Lo scrittore ribatte dicendo a Hitchens che la vera domanda è “Cosa dice la Bibbia?” Scrive: “L’idea che la Bibbia sia l’unico arbitro di ciò che distingue il cristianesimo autentico dalle sue versioni contraffatte, un concetto vecchio come il cristianesimo stesso, lo ha lasciato interdetto”.

Leggendo e apprezzando da molto tempo Hitchens, dubito seriamente che questa affermazione possa lasciare senza parole una persona intelligente come lui, e se così fosse è non solo sbagliato, ma ridicolo.

Il grande errore dello scrittore sul cristianesimo

Lo scrittore offre altre prove delle sue limitazioni. Eccone una notevolmente irritante: gran parte del libro è ambientata in Ucraina, e lo scrittore afferma che “i cristiani autentici sono solo un’esigua minoranza della popolazione”. Per “autentici” intende protestanti evangelici come lui. Dice questo di un Paese il cui regime comunista sovietico ha perseguitato brutalmente ortodossi e cattolici per settant’anni.

Alcuni di loro sono morti per la fede, molti hanno perso lavoro e famiglia. Quasi tutti hanno perso qualsiasi possibilità di avere una vita dignitosa. Erano sempre in pericolo. Alcuni sono stati internati nei terribili campi di prigionia, i gulag. Certi americani che non hanno mai affrontato la persecuzione per la propria fede dichiarano che loro e i loro discendenti non sono “cristiani autentici”.

Tornando al grande errore dell’autore sul cristianesimo, prendiamo la prima Pentecoste. Sono sicuro che lo scrittore sarebbe d’accordo. I primi libri di quello che è diventato il Nuovo Testamento sono apparsi almeno vent’anni dopo quell’evento, mentre l’ultimo potrebbe essere stato scritto oltre 60 anni dopo. Decidere quali libri costituissero quello che ora chiamiamo Nuovo Testamento e quali no ha richiesto un paio di secoli.

In altre parole, la Chiesa è andata avanti per molto tempo senza la parte più importante della Bibbia. Quei libri letteralmente non esistevano. Gli apostoli e quelli che loro avevano ordinato erano gli unici a trasmettere la Parola di Dio. L’autore sicuramente lo sa, e tuttavia afferma la sua idea di Scrittura come “unico arbitro” del vero cristianesimo come “un concetto vecchio quanto il cristianesimo stesso”.

È ridicolo, e lo scrittore dovrebbe saperlo. I creatori del protestantesimo fondamentalmente hanno inventato questa idea quasi 1.500 anni dopo la Pentecoste. Nessuno prima di allora ha descritto la Scrittura come “unico arbitro”. I riformatori avevano bisogno di un’autorità da poter usare contro la Chiesa. Avevano bisogno di una carta vincente da giocare contro l’autorità della Chiesa. Avevano bisogno di un modo per dire “La Chiesa cattolica dice questo, ma Dio Onnipotente dice quest’altro!” La Scrittura era l’unica opzione che avevano.

La Chiesa era operativa

La Chiesa cattolica riconosce il fatto ovvio che la Chiesa fosse operativa qualche tempo prima di avere qualsiasi scritto autorevole. Sa anche che Dio sapeva cosa stava facendo. Gli evangelici come questo scrittore devono pensare che Dio abbia lasciato che la Chiesa annaspasse finché qualcuno non ha iniziato a scrivere libri.

La dichiarazione Dei Verbum del Concilio Vaticano II spiega cosa stava facendo Dio, che si è assicurato “che quanto egli aveva rivelato per la salvezza di tutte le genti rimanesse per sempre integro e venisse trasmesso a tutte le generazioni”. E lo ha fatto attraverso la Chiesa fondata da Gesù.

Gesù “ordinò agli apostoli che l’Evangelo, prima promesso per mezzo dei profeti e da lui adempiuto e promulgato di persona venisse da loro predicato a tutti come la fonte di ogni verità salutare e di ogni regola morale”, e gli apostoli, “nella predicazione orale, con gli esempi e le istituzioni trasmisero sia ciò che avevano ricevuto dalla bocca del Cristo vivendo con lui e guardandolo agire, sia ciò che avevano imparato dai suggerimenti dello Spirito Santo”.

La Dei Verbum spiega anche il ruolo della Scrittura: “Ciò venne fedelmente eseguito (…) da quegli apostoli e da uomini a loro cerchia, i quali, per ispirazione dello Spirito Santo, misero per scritto il messaggio della salvezza”. “La sacra Tradizione dunque e la sacra Scrittura sono strettamente congiunte e comunicanti tra loro. Poiché ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente, (…) costituiscono un solo sacro deposito della parola di Dio affidato alla Chiesa”. Ambedue.

Dio sapeva cosa stava facendo quando ha fondato la Chiesa cattolica. La sua è l’unica spiegazione di come abbiamo ottenuto ciò che abbiamo che abbia un senso storico. In seconda battuta, forse Christopher Hitchens è rimasto senza parole perché sapeva che l’idea della Scrittura come “unico arbitro” è un po’ sciocca.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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bibbiachiesa cattolicacristianesimoprotestantesimoscrittura
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