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Nel matrimonio siamo “inviati a due a due”, come veri discepoli!

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Un brano di Vangelo, conservato gelosamente come un SMS mandato dal Signore, diventa la cifra sempre più nitida della vocazione di una giovane sposa cristiana

 di Daniela
Quando Fra Giambattista —al secolo Gibo— ci ha chiesto di iniziare a pensare e a pregare per scegliere il Vangelo da annunciare il giorno del nostro matrimonio, noi avevamo le idee abbastanza chiare.

«Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi». (Lc 10, 1-11)

La sua faccia, a dir la verità, non era proprio l’emblema della convinzione, era un brano insolito e impegnativo… insomma, ci “ha invitato” a pensarci su.

Un SMS del Signore

Ma quei versetti avevano una storia, erano entrati nella mia vita in maniera lieve, molti anni prima che conoscessi Lorenzo, durante un ritiro di Azione Cattolica nella mia amata terra sicula. Un ritiro tra i tanti che facevo, soprattutto in diocesi a Milano (forse un po’ più vivace, movimentato e mangereccio 😊) dove cercavo di conoscere un po’ di più questo Gesù per imparare a ri-conoscere la sua voce nel casino della mia quotidianità di diciottenne. Quei versetti stavano su un talloncino a forma di telefonino (con tanto di antenna per farvi capire di quale secolo stiamo parlando!). Ora, confessate con me —vi prego!— che a quell’età pure voi vi tenevate tutti i messaggini scritti da qualche parte!!

Ecco, io tra i tanti avevo pure l’SMS di Gesù.

Mi piaceva pensarla così, solo che ad un certo punto la questione si è fatta seria! Quell’sms iniziava ad arrivare periodicamente, insistentemente, improvvisamente. Più molesto dei messaggi della Omnitel (vedi sopra per il secolo a cui ci riferiamo!) più snervante del tipo che proprio non mi interessava… più intrigante del bello-e-maledetto che mi faceva girare la testa.

Ho iniziato a pensare che avesse qualcosa di importante da dirmi!

Il Signore mi chiamava —non c’era dubbio?— e in questa chiamata mi sentivo amata e benedetta. Ma dove mi voleva “inviare”? E con chi? Se in quel momento fossi discepola, non lo so, ma di sicuro lo desideravo con tutto il cuore, così con l’aiuto di un prete, iniziai ad indagare sul mio desiderio grande di Amore. Si delineava la mia idea di famiglia che iniziava ad assumere quella forma di piccola Chiesa aperta all’accoglienza e pellegrina per il mondo. Così iniziai a cercare il mio compagno di viaggio…

 Finalmente mi faccio docile

Dopo aver giocato per un po’ a “guarda in su, guarda in giù —anche a destra e sinistra non è male!— e attacca la Parola su chi vuoi tu” ho capito che… non avevo capito nulla! Ci sono volute diverse capocciate, innumerevoli litigate col Boss, infinite telefonate con le amiche-sorelle, tanta-tanta-tanta cioccolata e soprattutto una Marcia Francescana (chi l’ha fatta sa che c’è un PRIMA e un DOPO) per capire che non si trattava di forzare la mano per far quadrare il cerchio, di mettere insieme tutti i pezzi per come credevo dovessero stare, o per come volevo… ma piuttosto di farmi docile, anche alle delusioni e ai tradimenti, stando continuamente in ascolto perché la Parola di Dio è viva e perciò viene e dice quello che vuole dire: non quello che io aspetto che dica o quello che io spero che dica.

È una Parola «libera». E poi è «sorpresa, perché il nostro Dio è il Dio delle sorprese» (Papa Francesco).

E il Signore una bella sorpresa me la stava preparando, ma soprattutto stava preparando il mio cuore ad accoglierla. Dopo la Marcia stavo vivendo un periodo di resa totale, avevo iniziato a frequentare Lorenzo e lui era presto partito per la Germania. In quel deserto che era la distanza, ci interrogavamo tanto e, insieme alle preghiere alcune esperienze facevano da guida ai nostri pensieri e alle nostre domande.

E il Signore era tornato alla carica! Ecco quel brano che ritornava insistente alle “scrutatio” dei 10 Comandamenti (per chi non sapesse cosa siano, è il momento buono per frequentarli!). Eccolo affidato su un foglietto arancione alle preghiere di chi stava condividendo con noi l’esperienza degli incontri vocazionali a Rezzato (BS), quando Fra Gibo ci chiese di cercare e scrivere una frase di Vangelo che era stata significativo nella nostra vita.

Insomma, dopo averla ricevuta, appiccicata e maneggiata, quella Parola la rispedivo al mittente perché mi aiutasse a non fare gli errori del passato. Nel frattempo io vivevo una dura lotta con me stessa, mentre accoglievo l’intuizione del cuore e maturavo la consapevolezza che avevo incontrato un Uomo che stavolta era stato Lui a mettermi accanto e che, piano piano, con la costanza e la pazienza che solo l’Amore sa trovare in sé, stava sgretolando le mie resistenze e la mia paura di lasciarmi amare.

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