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Dio non manda nessuno all’inferno

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E tuttavia Gesù e la dottrina cristiana affermano che l'inferno esiste. Come “funziona”?

Molte persone, anche tra quelle che si ritengono cristiane, affermano di non credere all’esistenza dell’inferno. La grande maggioranza di loro non ci crede perché non ha mai ricevuto una spiegazione adeguata di cosa sia l’inferno.

La stessa mancanza di spiegazione adeguata genera fraintendimenti anche tra coloro che credono alla sua esistenza. Tra questi, uno degli errori più frequenti è pensare che sia Dio a mandare le persone al fuoco eterno.

Non è così.

La rivista cattolica Pergunte e Responderemos (Domandate e risponderemo) ha trattato la questione nella sua edizione numero 3, del luglio 1957, alle pagine 10-12. Riproduciamo un passo della spiegazione:

 

L’inferno viene concepito spesso come un castigo che Dio infligge in modo più o meno arbitrario, come se desiderasse imporsi in modo vendicativo come Signore sovrano; il reprobo sarebbe tormentato malvagiamente tra le fiamme da demoni dalle corna tremende. Non stupisce che molti ritengano queste idee inventate solo per incutere paura; non sarebbero compatibili con la nozione di un Dio buono.

In realtà, l’inferno non è altro che la conseguenza logica di un atto che l’uomo realizza in modo consapevole e deliberato qui sulla Terra. È l’individuo a collocarsi all’inferno.

L’inferno è in primo luogo uno stato dell’anima; sarebbe inutile preoccuparsi della sua “topografia”. Non è Dio che per effetto di un decreto arbitrario manda lì la creatura.

Ammettiamo che un uomo in questa vita abbia odio nei confronti di Dio (o del Bene che ritiene essere il Fine ultimo, Dio), e Lo offenda in materia grave, impegnando in questo tutta la sua personalità (con piena cognizione di causa e libero arbitrio); questa creatura si pone in uno stato di avversione nei confronti del Signore. Nel caso in cui muoia in queste condizioni, senza ritrattare l’odio per il Sommo Bene, neanche nel suo intimo, che sorte avrà?

La morte confermerà definitivamente in quell’anima l’odio di Dio, perché la separerà dal corpo, che è lo strumento mediante il quale essa, secondo la sua natura, concepisce o modifica le sue disposizioni.

Dopo la morte, questa creatura non potrà in alcun modo desiderare di restare alla presenza di Dio; anzi, vorrà spontaneamente allontanarsi da Lui. Non sarà necessario che per questo il Giudice supremo pronunci una sentenza. Il Signore riconoscerà solo la scelta della creatura. L’ha creata libera e rispetterà questa dignità, senza forzare o mutilare in alcun modo il suo libero arbitrio.

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