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Un sacerdote celebra la Messa con l’aiuto di apparecchiature mediche… per un motivo incredibile

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Aveva qualcosa di molto importante da dire

“Com’è stato il tuo 2017? Il mio è stato uno dei migliori anni della mia vita e del mio ministero, se non il migliore. È stato un anno di grandi sfide, di molte lotte e belle conquiste. È stato l’anno in cui sono andato in Cielo. Ricordate: il 27 maggio, il giorno in cui sono entrato in terapia intensiva, ho avuto la grazia di arrivare alla porta del Cielo… Ma molta gente ha pregato per me, voi compresi, e sono tornato. Amen. Gloria a Dio!

Dico che è stato uno degli anni più felici della mia vita perché sono andato in Cielo e anche perché la malattia mi ha insegnato alcune cose. Con le prove della vita alcune persone peggiorano (e peggiorano la loro famiglia, la loro comunità, la società…) Penso che io, per grazia di Dio, sono migliorato un po’. La malattia mi ha fatto pregare di più, mi ha reso più paziente, umile e misericordioso con i fratelli. Se prima mi piaceva sorridere, ora sorrido ancor di più.

Se, grazie a Dio, avevo già una buona scala di valori (non sono nato in una culla d’oro, né Gesù, ma come Lui ho una famiglia d’oro), con la malattia è migliorata: ho iniziato a valorizzare maggiormente la vita, la famiglia, gli amici, la comunità, il tempo che Dio mi dà.

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