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Il blasfemo padre nostro di Hitler

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Il Führer si pensava come un dio per la Germania

Non bastava arrestare preti e suore. Non bastava chiudere chiese e monasteri. Non bastava eliminare le croci dalle aule scolastiche per sostituirle con l’immagine del Führer. 

Il regime nazista sotto Adolf Hitler obbligava infatti gli studenti e gli insegnanti a recitare, prima di iniziare la lezione, una versione inquietante del Padre Nostro reinterpretato però in chiave nazista. Una liturgia blasfema, folle, che voleva esaltare Hitler come un novello dio da adorare, un padre della nazione che assomiglia più a Crono (che divora i figli, in questo caso con la guerra, l’odio, la blasfemia) che non al padre buono che ci consegnano i Vangeli.

E non è un caso che sul piano morale e religioso si siano opposti a Hitler tanti cattolici, alcuni dei quali hanno trovato il martirio proprio nei campi di concentramento. L’opposizione al nazismo da parte della Chiesa fu fatto proprio in nome della fede e contro Satana in camicia bruna. La storia di uomini e donne che hanno versato il proprio sangue per restare fedeli a Cristo. Ecco alcuni dei loro nomi: Massimiliano Kolbe, Edit Stein, il Leone di Munster, Pio XII, Francesco Jagerstatter, Girotti.

“La Grande Storia” (il programma di Rai 3) ci consegna anche alla memoria la cristallina testimonianza del Vescovo di Munster, Von Galen che denunciò per amore della verità le aberrazioni del regime

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