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L’incoraggiamento del Papa al ragazzo cardiopatico: non mollare, metticela tutta!

POPE HOSPITAL
ServizioFotograficoOR - CPP
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Nicola Bracaccia ha avuto delle gravi complicazioni dopo l'intervento al cuore. I genitori: il pontefice è venuto ad abbracciare gli ultimi

Nicola Bracaccia, ragazzo di appena 16 anni di Porano, in provincia di Terni, ricoverato da alcuni mesi all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, non credeva ai propri occhi quando venerdì 5 gennaio è venuto a fargli visita Papa Francesco.

Il Pontefice, come consuetudine nei Venerdì della Misericordia inaugurati durante il Giubileo di due anni fa, ha fatto una visita a sorpresa ai pazienti del nosocomio romano.

Un dono, una carezza, un sorriso

Il Papa è entrato con discrezione in ogni stanza, fermandosi praticamente in tutti i reparti. A ognuno ha porto un dono, regalato una carezza e un sorriso, ha chiesto informazioni sul loro stato di salute. Ai genitori, invece, un abbraccio e una parola di conforto per dare forza nel momento della prova e della malattia per la loro famiglia.

«A Nicola – racconta Marco, papà di Nicola, a Vivi Orvieto (8 gennaio)ha portato un gioco con le carte e avvicinandosi a lui gli ha detto di non mollare e di mettercela tutta. Dopo aver saputo dai medici di quale patologia soffrisse, ci ha stretto forte la mano invitandoci ad avere forza, fede e coraggio. E’ stato un momento semplice ma molto toccante».

“Ne può uscire vincitore”

Nicola, dopo aver subito un intervento al cuore, a causa della lunga permanenza in terapia intensiva, in coma farmacologico, ha subito dei danni al sistema nervoso periferico che gli hanno provocato delle neuropatie. «Per ora – spiega Marco – non può mangiare, non può parlare, non cammina e una mano è in parte paralizzata. Si spera che sia un quadro transitorio, ma per ora solo il tempo e la riabilitazione possono dare delle risposte. I medici sono molto fiduciosi, avrà tanto da lavorare, ma se si impegna, e lo farà perché è fortissimo, ne può uscire vincitore».

“E’ venuto ad ascoltare gente normale e sofferente”

Il papa, invece, «è voluto venire qui, dove si respira la rabbia, a volte la rassegnazione, molto spesso la speranza e purtroppo anche la sofferenza – evidenzia il padre di Nicola – Poteva scegliere di andare in qualche altra sede dove c’è l’eccellenza medica, la sperimentazione, l’evoluzione tecnologica, invece no. È venuto a sentire il calore della gente che non cerca gloria, che non cerca fama ma cerca soltanto la normalità».

“E’ venuto da quelli che non pensano al denaro”

Papa Francesco «è venuto a provare cosa significa essere gli ultimi, i più fragili – conclude questa bella riflessione Marco – quelli che non pensano al denaro o al potere per essere felici, ma vogliono solo essere parte di questo mondo così imperfetto per sembrare semplicemente normali».

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