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Perché il discorso di Oprah Winfrey ha commosso e ispirato tante persone

David Fisher/REX/Shutterstock/EAST NEWS
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Parole cariche di sentimento ma anche di molta forza, che per alcuni la potrebbero portare alla Presidenza nel 2020 se lo volesse

Il 7 gennaio, la presentatrice televisiva Oprah Winfrey ha ricevuto il riconoscimento più ambito dei Golden Globe, il premio Cecil B. DeMille, in onore alla sua carriera nell’industria cinematografica.

Il suo discorso è stato strutturato alla perfezione, empatico e molto emotivo, come ci si poteva aspettare non solo da un’esperta di comunicazione, ma anche da una donna che non ha lasciato che le sue origini e tutte le difficoltà che ha dovuto affrontare determinassero la sua carriera e men che meno la sua vita.

La Winfrey ha iniziato con un aneddoto. Era solo una bambina seduta nell’umile soggiorno della sua casa che vedeva la cerimonia degli Oscar mentre la madre preparava la cena dopo una lunga giornata lavorativa come collaboratrice domestica. È stato allora che ha sentito 5 parole che ha descritto come magiche: “Il vincitore è… Sidney Poitier”.

Erano gli anni Sessanta, e per la prima volta un attore afroamericano vinceva nella categoria Miglior Attore Protagonista. Lei forse non lo sapeva, ma la sorprese che un uomo di colore venisse celebrato in quel modo in un’epoca segnata dalla discriminazione razziale.

Lo ha raccontato per dire che a volte sono quei momenti che potrebbero sembrare insignificanti a molti che possono cambiare la vita di una bambina. Poitier è stato anche il primo afroamericano a ricevere il premio Cecil B. DeMille, e ora lei è la prima donna di colore a ricevere lo stesso riconoscimento, con la speranza che altre bambine la stessero guardando a casa e si sentissero ispirate a raggiungere i propri obiettivi.

La Winfrey è poi passata a ringraziare la stampa (i Golden Globe vengono conferiti dall’Associazione della Stampa Straniera di Hollywood), non tanto per il premio, quanto per la dedizione nello scoprire la verità e permettere che la gente non sia cieca di fronte alla corruzione e alle ingiustizie, soprattutto in questi “tempi complicati”.

Sì, c’era un riferimento indiretto al Presidente Trump, che ha intrapreso una battaglia costante con la stampa, ma Oprah non ha mai menzionato il suo nome, riferendosi a lui in un modo così sottile da far sì che gli altri capissero che quando parlava di “tempi complicati” intendeva ciò che accade nel mondo o gli scandali sessuali usciti recentemente allo scoperto negli Stati Uniti. Non dicendo “Trump” (e non è un segreto per nessuno che sia democratica), ha cercato un’unione a livello di interessi comuni.

Poi una grande frase: “Dire ciò che pensiamo è lo strumento più potente che abbiamo”.

Frederic J. BROWN | AFP

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