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Magnificat (ma non troppo)

YOUNG WOMAN SMILING
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"L’anima mia non magnifica tanto il Signore, perché è molto impegnata a lamentarsi"

L’anima mia non magnifica tanto il Signore, perché è molto impegnata a lamentarsi, eppure dovrebbe ricordarsi più spesso di farlo, e il mio spirito dovrebbe esultare a ogni respiro, perché Dio mi ha salvata e mi ha tenuto una mano sulla testa molte e molte volte, impedendomi di fare disastri nonostante io ce l’abbia messa tutta.

Dovrebbe esultare, il mio spirito, perché il mio Salvatore, nonostante abbia guardato alla povertà della sua figlia ribelle (e pochissimo serva), non se ne è schifato. Nessuna generazione si ricorderà di me, ma chi mi ha conosciuto dirà che sono stata proprio fortunata per tutte le grazie ricevute, prima di tutto quella del battesimo.

Grandi cose ha fatto nonostante me l’Onnipotente, nonostante i miei tentativi di sabotaggio, e santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende anche su quelli che non lo temono, su quelli che fanno stupidaggini e poi danno la colpa all’infanzia infelice, alle circostanze avverse, al traffico, alla pioggia di rane.

Ha spiegato la potenza del suo braccio e mi ha fatto rendere conto in un attimo di quanto siano inutili la maggior parte dei pensieri che il mio cuore genera, e di quanto sia meglio riempirlo di preghiera che di pensieri autoprodotti.

Quando mi sentivo forte e bella e indipendente e piena di diritti conquistati per i miei meriti mi ha rovesciato dal mio trono, che peraltro era un trono percepito. Mi ha rovesciato mica per dispetto: solo per farmi gustare quanto è più bello essere innalzata nei momenti in cui vedo la mia verità, cioè quella di non valere un gran che (di sicuro molto più di quello che vorrei far credere).

Quando ho avuto fame di lui, e ho cercato di saziare la mia fame con lui, mi ha deliziata con le migliori prelibatezze. Invece quando gli ho detto che non avevo bisogno di lui, perché ero ricca dei miei progetti sulla vita, con quel fidanzato, quell’esame, quella gara, quel concorso, mi ha rimandato a mani vuote, mi ha fatto sbattere contro la mia disperazione. Ma, di nuovo, non per dispetto, bensì perché voleva saziarmi lui, che, inspiegabilmente, è innamorato di me e vuole essere lo sposo del mio cuore.

E siccome è uno sposo fedele mi ha soccorso un bel po’ di volte, aggrappandosi ai miei timidi, distratti, incostanti, infedeli sì, facendosi bastare quel poco che ero riuscita a dargli, quelle briciole di volontà smemorata; perché lui, al contrario di me, si è ricordato della sua misericordia, di quello che mi aveva promesso nel battesimo, della storia che ha preparato per me sin dai tempi di Abramo, attraverso la sua discendenza che è passata per 4000 anni di storia, dai patriarchi a Cristo e poi fino a me attraverso una catena di fratelli nella fede.

Per questo e molto altro, sia Gloria al padre e al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen

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