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Cristiani che hanno dato la vita per la loro fede in Cristo nel 2017

Photo Khaled Desouki. AFP

Jesús Colina - pubblicato il 04/01/18

2) Bolivia: giovane missionaria polacca ha rischiato tutto per Cristo

East News

Helena Agnieszka Kmiec, bella e talentuosa giovane polacca di 26 anni, aveva un sogno: dedicare sei mesi della sua vita promettente ad assistere i bambini di Pacata Alta, in Bolivia, e condividere con loro la sua ricchezza più grande: l’amore di Gesù.

Il suo sogno è stato stroncato nel gennaio scorso, 15 giorni dopo il suo arrivo, da 14 pugnalate sferrate da due uomini ora in carcere.

Helena era membro della comunità cattolica Wolontariat Misyjny Salvator (WMS) di Gliwice, in Polonia. Su Facebook aveva condiviso la sua gioia per il fatto di essere arrivata in Bolivia: “Qui è estate, ci sono 27 gradi e ci hanno accolto come sorelle. Cochabamba sarà la nostra casa per i prossimi sei mesi”. Sono state le ultime parole che è riuscita a scrivere.

Bolivia: Mission Possible / Boliwia: Misja Możliwa / Facebook

Helena è stata vittima di due malfattori che hanno fatto irruzione per rubare nella residenza delle religiose Serve della Madre di Dio, dove viveva. Quando sono stati scoperti dalla ragazza l’hanno uccisa.

La sua generosità l’aveva già portata in altri Paesi – Romania, Ungheria e Zambia —, doveva aveva lasciato un ricordo indimenticabile con il suo sorriso e le melodie delle sue canzoni accompagnate dalla chitarra, autentica carezza di Dio per molte persone bisognose.

Il caso di Helena sottolinea la sfida che vivono i missionari in America Latina, subcontinente in cui nel 2017 sono morti undici misisonari (otto sacerdoti, un religioso e due laici).

In particolare, i sacerdoti hanno pagato un prezzo molto elevato per via dell’ondata di insicurezza che si vive in molti Paesi latinoamericani. In Messico ne sono stati assassinati 4, in Colombia 3, in Brasile e a Haiti uno.

Negli ultimi anni l’America Latina è diventata purtroppo il luogo più pericoloso per i missionari. Non sono martiri della fede (perché sono morti vittime della delinquenza), ma la maggior parte di loro ha accettato volontariamente di essere missionaria, pur consapevole del rischio che si correva.

3) Nigeria: assassinati dalle bombe umane

AK Rockefeller
Boko Haram ha preso di mira i cristiani in Nigeria

I cristiani della Nigeria sono tra gli obiettivi prioritari di Boko Haram, uno dei gruppi terroristici di carattere fondamentalista islamica più sanguinosi del pianeta.

L’11 dicembre scorso, terroristi suicidi si sono avvicinati alle porte della chiesa di Pulka, nel nord-est della Nigeria, particolarmente impegnata nell’assistenza ai rifugiati rimpatriati dal Camerun.

La Radio Vaticana ha rivelato che tra i militanti di Boko Haram c’erano due donne, che vedendo il catechista Joseph Naga si sono avvicinate per abbracciarlo.

L’altro catechista del gruppo, John Manye, e uno dei suoi aiutanti, del quale si è saputo solo il nome, Patrick, hanno sospettato cosa stesse per accadere e si sono avvicinati per aiutare John.

Rendendosi conto della loro reazione, le due donne hanno fatto esplodere i propri giubbotti esplosivi, provocando la morte anche di altri catecumeni che si trovavano accanto ai catechisti in preparazione della visita che il vescovo avrebbe realizzato per amministrare i sacramenti.

Joseph, di 56 anni e padre di 11 figli, era catechista da 36 anni; John, 38 anni, padre di 5 figli, esercitava questo servizio da più di un decennio. Patrick aveva 27 anni ed era celibe.

Boko Haram, che ha aderito al cosiddetto Stato Islamico, ha tra i suoi obiettivi dichiarati instaurare la sharia (la legge islamica) in tutti gli Stati della Nigeria. I cristiani del Paese, protestanti e cattolici, sono tra le sue vittime principali.

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Tags:
cristiani perseguitatimartiriterrorismo
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