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Cristiani che hanno dato la vita per la loro fede in Cristo nel 2017

Photo Khaled Desouki. AFP
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Aleteia compie una radiografia dei martiri del XXI secolo

Il sangue dei martiri continua ad essere seme di nuovi cristiani all’inizio del 2018. Giunge a questa conclusione chi ripercorre la testimonianza di uomini e donne che in vari Paesi del mondo hanno effuso il proprio sangue per la fede in Gesù.

Di seguito presentiamo una lista di questi testimoni contemporanei del Vangelo fino alle conseguenze più estreme.

L’elenco è necessariamente incompleto. Se conoscete altri casi di cristiani delle varie confessioni che hanno perso la vita in modo cruento per via della loro fede in Cristo, potete suggerircene i nomi nella sezione dedicata ai commenti di questo articolo, offrendoci fonti che ci permettano di documentare le circostanze della loro morte.

1) Pakistan: assassinato brutalmente a 15 anni perché era cristiano

britishpakistanichristians.org

Si chiamava Sharon Masih e aveva solo 15 anni. Da tempo aveva chiesto alla sua famiglia e ai professori di poter cambiare scuola a Burewala (vicino Multan), nel sud del Punjab, perché i suoi compagni lo avevano trasformato nel bersaglio di ogni tipo di minacce e vessazioni per un motivo: era cristiano.

Il 30 agosto 2017 la situazione è degenerata. Alcuni ragazzi della sua classe lo hanno preso con la forza e hanno iniziato a picchiarlo in un luogo appartato.

“O professi la tua conversione all’islam o ti uccidiamo!”, gli hanno gridato. Il ragazzo, che aveva già ricevuto questa minaccia, ha risposto come nelle altre occasioni, un “No” in quel momento indebolito dai tanti colpi ricevuti.

Influenzati dal fanatismo che domina in certi ambienti islamici del Pakistan, i compagni di Sharon lo hanno tempestato di pugni e calci, fino a ucciderlo. Il personale della scuola lo ha portato all’ospedale di Burewala, dove i medici non hanno potuto fare altro che constatarne la morte.

La cronaca del suo martirio è stata pubblicata dall’agenzia missionaria della Santa Sede, Fides.org. “La violenza inizia tra i banchi di scuola perché i libri di testo usati fin dalle scuole primarie e instillano negli allievi odio e intolleranza verso i non musulmani”, ha affermato James Paul, professore cristiano pakistano presidente della Pakistan Minorities Teachers’ Association (PMTA).

La situazione dei cristiani, cattolici e protestanti, nel Paese è drammatica: il 2 giugno 2017 l’operaio cristiano Iran Masih, comparso mentre lavorava in una fogna di Umerkot, a Lahore, è morto dopo che un medico dell’ospedale, in pieno Ramadan, si era rifiutato di toccare il suo corpo sporco, come ha registrato Fides.

Sempre in Pakistan, Asia Bibi ha passato il suo nono Natale dietro le sbarre di un carcere di Multan, accusata ingiustamente di blasfemia. In realtà, si era limitata a invocare il nome di Gesù di fronte alle sue vicine mentre lavava i panni. Purtroppo il suo non è un caso isolato, e altri cristiani hanno vissuto il Natale in carcere vittime della legge sulla blasfemia.

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