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Qual è la vera profezia? Indicare l’essenziale!

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don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 03/01/18

Il commento al Vangelo di oggi di don Luigi Maria Epicoco

In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta.
Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto.
A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome,
i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli rende testimonianza e grida: «Ecco l’uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me».
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato. (Giovanni 1,1-18)

I profeti sono quasi sempre gente strana, o almeno così ce li immaginiamo. Persone sempre alle prese con enigmi, visioni, parole contorte. Ma Giovanni Battista è un profeta sobrio. Non ha particolari complicanze, e non sottopone i suoi uditori a enigmi irrisolvibili. Giovanni Battista è un profeta sui generis. La sua profezia è tutta racchiudibile nel suo dito indice: “vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele»”. La vera profezia è indicare l’essenziale. E si ha sempre bisogno di qualcuno che ci indichi costantemente ciò che conta. La vita ci porta quasi sempre a perdere di vista l’essenziale, a correre dietro le cose urgenti che poi sono quasi sempre futili. La profezia vera non ci dice cose nuove, ma cose vere nascoste al fondo di quelle che ci sembrano essere sempre le stesse cose. Ci si può annoiare pensando alla nostra routine. Delle volte ci stanchiamo di quelle persone che sono così familiari da non vederle nemmeno più a causa dell’abitudine. La nostra vita è come un quadro famoso che però guardato a lungo non suscita più nessun stupore o meraviglia. La vera profezia è sapersi accorgere della novità che è sempre nascosta nello stesso. Gesù non è qualcosa fuori dalla nostra vita. Gesù è qualcosa nascosto al centro di questa nostra vita che pare essere così scontata, così conosciuta, così poco appagante. È la sensazione che si prova quando innamorandosi di qualcuno, ci sembra che tutto sia nuovo e bello, quando invece è sempre tutto uguale. Ciò che è cambiato è il nostro sguardo. L’amore lo ha reso in grado di guardare la vita che non riuscivamo più a vedere. Giovanni sa guardare la vita che non riusciamo più a vedere, per questo è profeta: “E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio”.

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