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Un anno con gli svizzeri

© Musei Vaticani, Governatorato SCV
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di Nicola Gori

Non si smette mai di essere guardia svizzera pontificia, nemmeno quando si è ormai pensionati, o quando il servizio svolto in Vaticano è solo un ricordo legato agli anni giovanili. Una prova di questo sta nel calendario 2018 che il Corpo ha preparato in collaborazione con Rudolf Mirer, che è appunto un’ex guardia. Sono suoi i bozzetti che mese per mese accompagnano lungo il corso del nuovo anno.

Perché questa scelta? La spiega il comandante Christoph Graf nella presentazione della pubblicazione: Rudolf Mirer, dopo «il suo servizio nella Guardia, si è dedicato totalmente all’arte, traendo ripetutamente ispirazione dai suoi ricordi del tempo trascorso in Vaticano». Tra le sue opere principali, Graf ricorda la copertina del calendario che è «diventata il simbolo delle celebrazioni per il cinquecentesimo anniversario della fondazione della Guardia svizzera pontificia».

Rudolf Mirer
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D’altra parte, Mirer non è solo un’ex guardia, ma anche un affermato e conosciuto artista, che trae spesso ispirazione dalla natura della sua terra natale, dall’ambiente alpino a lui familiare, come pure dall’ambito religioso. Osservando le immagini che vengono proposte mese per mese ci si rende conto di quanto sia interessante scoprire la realtà della Guardia vista e rielaborata dalla fantasia dell’artista.

© Musei Vaticani, Governatorato SCV

Si comincia con l’arrivo delle prime guardie a Roma nel 1506, immagine scelta per il mese di gennaio, per poi passare a un bozzetto che ritrae due militi di profilo ai quali l’autore ha attribuito un titolo significativo: «Ogni testa è un mondo». Anche marzo offre un motivo di riflessione sul valore della pace: due alabardieri con le loro armi incrociate a formare una croce su uno sfondo rosso vivo che quasi abbaglia. Per aprile è stato scelto il tema dell’ecologia e della tutela del creato — espresso con i volti di Francesco di Assisi e di Chiara — per ricordare l’enciclica di Papa Francesco Laudato si’. L’immagine di maggio vuole far memoria del sacco di Roma e del valore delle guardie svizzere che morirono per difendere il Papa. Giugno offre un simpatico tamburino su uno sfondo azzurro e grigio. Luglio si presenta con un grande sole all’orizzonte e un cielo azzurro sfumato. Sul panorama si staglia la figura del Papa osservato da una guardia che veglia su di lui. Agosto vuole sottolineare la tradizione religiosa della Svizzera espressa dalle edicole con la croce che costellano il paesaggio dei villaggi e della città. Settembre e ottobre offrono rispettivamente un momento della vita quotidiana, con le immagini del cambio della guardia e di un colloquio tra militi. Novembre è stato dedicato a «Roma, città eterna, patria eterna». Dicembre, infine, vuole preparare i fedeli alla venuta del Salvatore attraverso la proposta dell’immagine della Madonna conservata nell’abbazia benedettina di Einsiedeln.

Il calendario, in vendita presso il posto di guardia all’ingresso di Sant’Anna, ha anche un’edizione limitata e numerata in cinquecento esemplari.

 

QUI L’ORIGINALE

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