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Quando finisce il Natale: il 1° gennaio? All’Epifania? Alla Candelora (qualunque cosa sia)?

Gesù Bambino

Shutterstock/Anneka

Susan E. Wills - pubblicato il 29/12/17

La risposta potrebbe stupirvi

Tutti sanno che il Natale inizia la sera del 24 dicembre. Dalle esperienze passate sull’aspetto del vicinato, si penserebbe che finisca – indipendentemente dalla data – la domenica successiva al 1° gennaio, l’ultimo giorno prima che la maggior parte delle persone torni al lavoro o a scuola. È il giorno in cui scompaiono le luci fuori dalle porte e gli alberi una volta allegri vengono spogliati e messi sul bordo del marciapiede in attesa del furgone della spazzatura.

Quando finisce il Natale per i cristiani cattolici? Ecco un piccolo quiz. 

  1. 26 dicembre
  2. 1° o 2 gennaio
  3. 6 gennaio
  4. 2 febbraio
  5. Tutto ciò che è stato menzionato in precedenza
  6. Nulla di ciò che è stato menzionato in precedenza

È un po’ una domanda trabocchetto. In primo luogo, elimineremo le risposte facili: la 5 è fuori gioco perché la 1 non è corretta visto che l’“Ottava di Natale” è stata istituita alla fine del IV secolo, all’epoca o vicino all’epoca in cui il 25 dicembre è stato fissato come data del Natale. In un’Ottava (e ne avevamo almeno 18), ogni giorno è una celebrazione del primo giorno dell’Ottava (anche se le letture cambiano). Nel 1955 tutte le Ottave sono state soppresse, tranne Natale, Pasqua e Pentecoste. Ma – ecco un piccolo indizio – l’ormai dimenticata Ottava dell’Epifania influenza ancora il calendario.




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E la 4, il 2 febbraio? La Candelora, celebrata quaranta giorni dopo il Natale, è per tradizione la fine ufficiale del periodo natalizio, segnando la fine dei periodi liturgici del Natale e dell’Epifania. Il periodo dell’Epifania, pur essendo ancora osservato nella forma straordinaria (calendario del rito latino), non è più un periodo liturgico nel rito ordinario. Ciò non vuol dire, comunque, che sia meno importante. La festa della Purificazione di Maria è la più antica festa mariana, risalendo almeno al V secolo. Segna anche la Presentazione del Signore al Tempio e l’incontro con le profezie di Simeone e Anna (cfr. Lc 2, 22-40).




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La Candelora merita ben più attenzione, per cui permettetemi di soffermarmici per un momento. È un giorno fondamentale nell’anno e nella storia della salvezza.

La Sacra Famiglia realizza i doveri della vecchia legge derivanti dalla nascita di Gesù attraverso il sacrificio di tortore per la purificazione rituale di Maria e la consacrazione di Gesù, come maschio primogenito, a Dio.




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La festa commemora anche la terza e ultima epifania dell’infanzia dalla nascita di Gesù – la prima ai poveri pastori, la seconda ai tre Magi e la terza agli anziani e giusti israeliti Simeone e Anna. Avverrà trent’anni prima dell’epifania successiva, quando Gesù si avvicina a suo cugino Giovanni per essere battezzato nel Giordano (ora ricordato nella prima domenica dopo l’Epifania e nel primo mistero luminoso del Rosario).

Le profezie di Simone sono “agrodolci”. Riconoscendo Gesù come il Messia promesso, Simeone si rivolge a Dio (con parole che, tradotte diversamente, sono diventate il Nunc, Dimittis della compieta nella liturgia della Chiesa):

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele 
(Luca 2,29-32)

Ma poi Simeone si rivolge a Maria:
Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima (Luca 2,34-35)

Per questo motivo, lo stesso evento è ricordato nel quarto mistero glorioso (la Presentazione al Tempio) e nel primo dei sette dolori di Maria (la profezia di Simeone). È il legame tra la gioia del Natale e il dolore della Settimana Santa. Collega la nascita di Gesù e la sua morte. Il Bambino è sia “luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele” (compieta) che “segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori”.

Il nome “Candelora” deriva dal riferimento di Simeone a Gesù come luce dei Gentili, ed è in questo giorno che le candele di cera d’api vengono benedette per essere usate in casa e per la Benedizione della gola il 3 febbraio, festa di San Biagio.

Papa San Giovanni Paolo II ha richiamato l’attenzione su un altro aspetto del significato della Candelora: collegare la consacrazione di Gesù a Dio alla consacrazione di sacerdoti e religiosi a Dio. Il 6 gennaio 1997, Giovanni Paolo II ha annunciato che la prima Giornata Mondiale annuale della Vita Consacrata sarebbe stata celebrata il giorno della Candelora seguente, il 2 febbraio 1997. Nel 2015 negli Stati Uniti questa celebrazione è stata spostata alla domenica successiva “per sottolineare il dono delle persone consacrate per l’intera Chiesa”.

Ora le cose si sono complicate e la storia non offre un grande aiuto per risolverle.

Sembrerebbe che ci siano forti prove a sostegno della risposta 2, dopo la compieta del 1° gennaio o del 2 gennaio, il giorno dopo quello che pone fine all’Ottava di Natale, che è la solennità della Beata Vergine Maria, Madre di Dio. Visto che ogni giorno durante l’Ottava di Natale viene celebrato come giorno di Natale, ha senso che il Natale finisca con l’Ottava. Se la festa del Natale finisce la sera del 1° gennaio, il periodo natalizio prosegue.

“I dodici giorni del Natale” culminano con l’Epifania del Signore, riferendosi alla visitazione o adorazione dei Magi, che si celebra il 6 gennaio – opzione 3 – sul calendario ordinario della Chiesa cattolica romana (nel quale è osservato come giorno di precetto). Se non viene designata come giorno di precetto, l’Epifania è spostata alla domenica tra il 2 e l’8 gennaio. La revisione del 1969 del Calendario Romano Generale ha reso la festa dell’Epifania parte del periodo natalizio. E quindi la risposta 3 è fuori gioco.

Questo ci lascia con la risposta 6, nessuna di quelle menzionate.

Secondo le norme universali sull’anno liturgico e il calendario, il periodo di Natale va dai primi vespri del Natale del Signore fino alla domenica dopo l’Epifania o dopo il 6 gennaio (n. 33).

La domenica dopo l’Epifania è il Battesimo del Signore. Quest’anno negli Stati Uniti la festa dell’Epifania è stata spostata a domenica 4 gennaio. Il Battesimo del Signore, quindi, cade l’11 gennaio, e ciò significa che nel 2015 il periodo natalizio termina con i secondi vespri dell’11 gennaio; la prima Messa del tempo ordinario sarà il 12 gennaio. Anche se l’Ottava dell’Epifania è ufficialmente eliminata, resta parte del periodo natalizio anticipando il tempo ordinario fino a dopo il Battesimo del Signore.

Perché, allora, non lasciare le nostre decorazioni fino all’11 gennaio 2015 o perfino fino al 2 febbraio, se siete davvero coraggiosi? I vicini potranno scuotere la testa, ma potrebbe anche essere un’opportunità di reintrodurli nello splendido periodo dell’Epifania e della festa gloriosa e multisfaccettata della Presentazione di Nostro Signore.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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