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Le preghiere laceranti di Nietzsche al Dio sconosciuto

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Patricia Navas - pubblicato il 29/12/17

“Le mie lacrime scorrono a fiumi verso di Te”

Il filosofo Friedrich Nietzsche, che ha proclamato “Dio è morto” ed ha influenzato il pensiero di tanti atei, ha espresso in questo modo, quando aveva 44 anni, la sua ricerca disperata:

Dammi amore… Chi mi ama ancora? Chi mi dà ancora calore?
Tendimi mani ardenti, dai un braciere al mio cuore…

offriti, sì, donati a me, tu, il nemico più crudele!

È fuggito? Egli stesso è fuggito, il mio unico compagno,

il mio grande nemico, il mio sconosciuto, il Dio aguzzino!
No! Torna! Con tutti i tuoi supplizi! Torna da me, dall’ultimo solitario!
Le mie lacrime scorrono a fiumi verso di Te,

e accendono in me il fuoco

del mio cuore per Te.

Torna, mio Dio sconosciuto!
Mio dolore, mia ultima sorte, mia felicità!

Questa preghiera lacerante è contenuta nella raccolta postuma di 2.397 frammenti del grande filosofo del XIX secolo compilata da Friedrich Würzbach Das Vermächtnis Friedrich Nietzsches: Versuch einer neuen Auslegung allen Geschehens und einer Umwertung aller Werte (L’eredità di Friedrich Nietzsche. Saggio su una nuova interpretazione di ogni evento e su una transvalorazione di tutti i valori).

Nonostante le difficoltà per pubblicare tutti gli scritti di Nietzsche che non avevano ancora visto la luce dopo la sua morte, il lavoro editoriale di Würzbach è riconosciuto a livello internazionale.

Anche altri libri, come Friedrich Nietzsche di Jorge Manzano, raccolgono preghiere dell’esaltatore del “superuomo”, scritte in vari momenti della sua vita, come questa, di quando aveva vent’anni:

Prima di proseguire il mio cammino e di guardare avanti, alzo ancora una volta, solitario, le mie mani verso di Te, a cui mi stringo, a cui nel profondo del cuore ho consacrato, solenne, altari, perché in ogni tempo la tua voce torni a chiamarmi ancora una volta. (…) Al Dio sconosciuto: sono suo, e sento i legami che nella lotta mi abbattono, e se voglio fuggire mi costringono alla fine a stare al suo servizio. Voglio conoscerti, Sconosciuto, tu che affondi nella mia anima, che solchi la mia vita come una tormenta, tu, mio simile! Voglio conoscerti, voglio servirti!

Forse, però, le preghiere più toccanti di Nietzsche sono state quelle che alcuni indicano come le sue ultime parole prima di morire, pronunciate in un contesto di silenzio ed evasione dalla realtà: “Madre, sono uno sciocco”.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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