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Perché non esistono reliquie della Vergine Maria?

© DR
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Concepita senza peccato, immacolata, non era quindi sotto l'influenza della maledizione della morte

Siamo fragili. Abbiamo molti problemi – familiari, personali, di salute, economici, psicologici, spirituali. Non riusciamo a capire come uscire dal nostro labirinto… le nubi della tristezza e dello scoraggiamento spesso ci schiacciano. Come non approfittiamo del potere della fede che Dio ci ha dato!

Qual è la causa ultima della tristezza e dello scoraggiamento? Diciamolo senza giri di parole: è il peccato. Attraverso il peccato, la morte è entrata nel mondo. La morte! La minaccia della scomparsa.

Temiamo la morte. Per questo ci preoccupa la malattia. Ci preoccupa la precarietà economica o sociale della vita, che ci ricorda che siamo sotto il segno del non essere, dello scomparire. Temiamo, in definitiva, che la nostra vita fallisca, che sia tutto un nonsenso.

Ma perché? Perché ci siamo allontanati dalla fonte della vita, ci siamo allontanati da Dio, con l’illusoria pretesa di vivere più tranquilli in base ai nostri progetti. Ovvero, per il peccato!

E così ci troviamo attanagliati in questo circolo infernale: schiavi della morte, per via del peccato, viviamo nella tristezza della disperazione, che non ci permette di prendere il volo della Vita, rinchiusi nel nostro labirinto.

Come affronteremmo la morte se non ci fossimo allontanati da Dio? Non lo possiamo neanche immaginare, perché viviamo immersi in un’umanità in cui fin dall’inizio siamo tutti peccatori.

Possiamo però pensare che la morte sia un’altra cosa totalmente diversa da quello che è ora; non sarebbe una minaccia, ma un’offerta di qualcosa in più… sarebbe il fine naturale della tappa terrena della nostra vita, che ci aprirebbe alla tappa celeste e pienamente divina della nostra esistenza in Dio.

Non esistono reliquie di Maria

Se contempliamo la Vergine assunta corpo e anima in cielo, abbiamo davanti agli occhi della fede quello che avrebbe potuto essere il nostro passato e quello che sarà, per la forza della misericordia divina, il futuro al quale siamo chiamati.

Tutte le creature, come esseri finiti, hanno un limite di esistenza, ma Dio ci ha offerto un nuovo inizio, ci ha salvati dal peccato, e quindi anche dalla morte. Come? Caricando su se stesso la morte del peccatore per toglierle il suo potere distruttivo.

Per poter far morire la morte del peccatore e liberare i peccatori dal peccato, il Figlio eterno di Dio aveva bisogno di un corpo, e quindi di una madre. È stata questa la missione meravigliosa di quella donna, Maria, benedetta tra tutte le donne.

Non era una madre come Eva, che ha concepito futuri peccatori. Maria era la Madre della Grazia, la madre del più bello dei figli degli uomini, figlio dell’uomo e figlio di Dio. Concepita senza peccato, immacolata, non era quindi sotto l’influenza della maledizione della morte. La fine della sua vita terrena non poteva essere quella dell’oscurità della morte di un peccatore.

Questo sarebbe stato anche il nostro passato se non fossimo figli di Eva. Ma visto che lo siamo, subiamo le conseguenze dei nostri peccati. Per Dio, però, non c’è nulla di irrimediabile. Egli è capace di trarre il bene dal male; Egli, che ha tratto l’essere dal nulla.

Per questo, il nostro futuro sarà il presente di Maria, grazie all’opera redentrice di suo Figlio, Gesù Cristo. La corruzione del nostro corpo non è il nostro destino. Il nostro futuro è essere assunti, in corpo e anima, alla Gloria, alla Vita eterna di Dio. Maria gode già di questa condizione, insieme al suo amato Figlio, risorto dal sepolcro.

Non ci sono reliquie di Gesù, e non ce ne sono nemmeno di Maria. Sono il germe della creazione trasfigurata nella Gloria. I nostri corpi, insieme all’intera creazione, non sono stati creati per il nulla né per la frustrazione a cui porta il peccato. No, i nostri corpi sono capaci di gloria come le nostre anime. Non siamo spiriti puri. Il nostro corpo è sacro, come è sacra la nostra anima. Entrambi formano la nostra identità. Attraverso il corpo siamo figli di alcuni genitori e fratelli di alcuni fratelli, e membri di un popolo e di una Chiesa. Come essere a nostro agio in cielo senza i nostri corpi? Essi sono templi dello Spirito Santo.

Che bel giorno è oggi per rendere grazie a Dio, perché ha compiuto davvero grandi opere in Maria! Siamo figli della nuova Eva: con un destino di Gloria. Tutto il resto è relativo. Tutto passa. Resta solo l’amore. L’amore del quale è morta Maria.

È un amore infinito, che non ha permesso che ella conoscesse la corruzione e che a noi, grazie a lei e al suo Figlio eterno, restituirà un giorno, in corpo e anima, la Gloria.

Di monsignor Juan Antonio Martínez Camino

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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