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13 alternative alla punizione per un bambino

Les enfants face à la mort : en parler en vérité

© Shutterstock

Mathilde Dugueyt - pubblicato il 29/12/17

7. Proporre al bambino un tempo calmo

Invece di dire a un bambino: «Sei in punizione, fila in camera!», gli si proponga di andare in un posto calmo per distendersi, calmarsi e sbollire. In entrambi i casi il bambino viene allontanato. Ma nel primo gli si impone qualcosa, mentre nel secondo è lui che prende l’iniziativa. Gli si offre quindi un’occasione di apprendimento, c’è la possibilità di isolare e di imparare a canalizzare le proprie emozioni. Per i più piccoli, una musica dolce è un’alternativa per inaugurare un rituale. Ascoltandola, comprenderà che quel momento è una parentesi di calma.

8. Fare le coccole al bambino

Quando la crisi è passata, si abbracci il bambino con molta tenerezza. Una piccola frase esplicativa gli sarà utile: «Ti ricordi? Poco fa eri arrabbiato e io ti ho fatto le coccole. La prossima volta, puoi venire subito da me per le coccole». Molto spesso, un capriccio o una manifestazione di violenza da parte del bambino sono solo il segno di un bisogno d’affetto.

9. Attenersi a tre regole

Più il bambino è piccolo, meno è facile per lui rispettare una lunga lista di regole. Attenersi a tre cose essenziali semplifica le attese del genitore e rinforza le chances di rispettare le consegne per il bambino. Per una migliore efficacia, bisogna che la regola sia chiara. «Rimetti a posto la camera»… per esempio, è un comando troppo vasto. Ognuno ha una visione del mondo differente. «Voglio che alla fine della giornata tu metta la tua biancheria nel contenitore dedicato» o «Voglio che tu ti metta a fare i compiti non appena terminata la merenda» sono più limpidi. Gli si danno gli strumenti per imparare il rispetto delle consegne.

10. Lasciare negoziabili alcune cose

Per esempio, al rientro da scuola domandate al bambino in che ordine vorrebbe fare i suoi compiti, lavarsi, mangiare o giocare. Una volta stabilito il ritmo, non potrà più contestarlo, perché è lui che l’ha scelto. Più si impongono le cose, meno avrà voglia di farle e più farà birichinate.

11. Dare l’esempio

Prima di domandare a un bambino di rispettare alcune regole, è intelligente applicarle noi stessi. Tenere in ordine le proprie cose, rifare il letto o presentare le proprie scusa quando ci si fa trasportare dalla foga e si va sopra le righe. Rispettare le regole è necessario per dar loro l’esempio.

12. Gratificare il bambino

Additandogli le sue qualità, si riempie il bambino di positività, si valorizza il suo comportamento. Non si sottolineerà mai abbastanza una buona attitudine. Per visualizzare plasticamente le cose, una lavagnetta di rinforzo positivo con delle puntine colorate può servire a fare il punto della settimana. Quando un comportamento è buono, si mette una puntina verde. In caso di comportamento inappropriato, una puntina rossa. Alla fine della settimana, se non ci sono più puntine verdi, si può offrire un piccolo regalo al bambino. Un buono per dormire nel letto di mamma e papà o per un cartone animato, per esempio. L’idea non è quella di moltiplicare i regali, ma di ricompensare un’attitudine al fine di incoraggiare il bambino.

13. Ricorrere allo humour per attenuare le tensioni

Invece di saltare sul chi va là per tutto, pensate a relativizzare. Con rispetto e humour, si sdrammatizza la situazione e di colpo l’aggressività scompare. Attenzione, humour non vuol dire “pagliacciate”. Non imitate il bambino rotolandovi per terra con lui, per esempio: la prenderebbe come un’umiliazione.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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bambinieducazionefigli
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