Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!
Aleteia

A Messa si può ballare?

© Iglesia en Valladolid / Flickr / CC
Carismáticos
Condividi

Le danze non sono del tutto proibite, si possono includere come eccezione dove c’è sempre stata una tradizione culturale e liturgica in questo senso

Nella Messa, dunque, ci saranno clima festoso e allegria, ma un’allegria santa, contenuta, misurata, sublimata nello spirito; non verranno esacerbati i sensi.

Il modo di festeggiare è “in spirito e in verità”, o, come si dice nella Messa, elevando il cuore: sursum corda, elevando a Dio tutto il nostro essere.

In Occidente non è facile intendere la danza come espressione di preghiera, perché la danza è collegata al profano, alla seduzione, all’esercizio e al divertimento.

Per questa ragione, non può essere una norma applicabile a tutta la Chiesa universale all’interno di una celebrazione liturgica. Si può accettare meglio una proposta di danza religiosa nella nostra cultura occidentale, ma al di fuori della liturgia della Messa.

Le danze che si svolgono per lodare Dio hanno il loro momento e il loro luogo. Alcuni, nel nostro contesto occidentale, possono cadere in errori liturgici volendo utilizzare danze come lode in piena celebrazione liturgica per rendere la liturgia più attraente, ma è del tutto assurdo cercare di rendere una liturgia “attraente” introducendo pantomime ballabili (rappresentazioni teatrali in cui la parola viene sostituita da gesti e atteggiamenti), che spesso finiscono con un applauso.

L’applauso nella liturgia è un segno sicuro del fatto che l’essenza della liturgia è scomparsa, essendo stata sostituita da un tipo di intrattenimento religioso.

La Messa già di per sé ha i suoi elementi, e non è opportuno o accettabile aggiungerne altri al rituale romano.

Se alcune Chiese locali hanno accettato la danza, anche dentro un tempio, si fa in qualche contesto festivo e in modo puntuale per manifestare sentimenti di gioia e di devozione, ma sarebbe sempre meglio farlo fuori dalle celebrazioni liturgiche. Dobbiamo rispettare il luogo e il momento; fuori dalla celebrazione possiamo lodare Dio in diversi modi.

Per questo motivo, la danza o ballo, normalmente e nella misura del possibile, non deve essere introdotta né nella celebrazione liturgica né dentro al tempio, qualunque sia l’indole della danza; men che meno quando si tratta di musica lontana dai sentimenti religiosi o di ritmi profani, anche se si volesse – per il testo – darle un presunto sentimento religioso.

Per tale ragione il ballo non può essere introdotto nelle celebrazioni liturgiche di alcun tipo; significherebbe dare loro un carattere di spettacolo, impedendo uno degli aspetti della liturgia dai quali non si può prescindere in alcun momento: la partecipazione e il raccoglimento di tutti i fedeli.

Pretendere di inserire a forza il ballo nelle azioni liturgiche – la Messa – sarebbe come iniettarle uno degli elementi più desacralizzati e desacralizzanti, con la conseguenza nefasta di creare un’atmosfera profana che porterebbe facilmente i fedeli a ricordare nella celebrazione liturgica luoghi e situazioni mondani.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni