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Tutta la verità sullo stipendio (e non solo) del cardinale Rodríguez Maradiaga

Pope Francis and Card. Maradiaga
© M. MIGLIORATO/CPP
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Papa Francesco gli rinnova la solidarietà: mi spiace per il male che ti stanno facendo. E lui si difende così dalle accuse de L’Espresso

“Siamo una chiesa povera e missionaria”

L’arcidiocesi, precisa il porporato, «non ha beni, perché alla fine del 1880 le sue proprietà vennero confiscate dallo Stato. Né i sacerdoti né i vescovi ricevono stipendio. Viviamo delle offerte dei fedeli. Io stesso quando ricevo offerte e doni dopo qualche conferenza o dibattito all’estero utilizzo quei doni per pagare l’assicurazione previdenziale ad alcuni miei sacerdoti (sono circa 6mila dollari all’anno). Siamo una Chiesa povera, ma felice e apostolicamente missionaria».

2) Le operazioni finanziarie e i soldi scomparsi

Sulle accuse di operazioni finanziarie spericolate, Rodriguez Maradiaga, precisa:

«L’arcidiocesi ha un Consiglio economico che non ha mai autorizzato questo tipo di investimenti. Ma soprattutto: da dove avremmo mai preso quelle somme da investire? Mi sembra una favola triste… Se avessimo avuto risorse così grandi, avremmo potuto costruire molte delle chiese che ci mancano per erigere nuove parrocchie! So che da qualche tempo ci sono persone che fanno circolare teorie diffamatorie contro la Chiesa. Ma la realtà è un’altra. Per quanto mi riguarda non so neanche se a Londra esista una compagnia finanziaria con quel nome…».

3) L’indagine della Corte dei Conti sulla fondazione

Il cardinale tiene anche a precisare cosa è accaduto in relazione alle indagini della Corte dei Conti sulla “Fondazione per l’educazione e la comunicazione sociale” e sulla “Fondazione Suyapa”.

«È vero che c’è un accordo con il Ministero dell’Educazione che sovvenziona i programmi tv educativi realizzati per le comunità rurali, comunità che affrontano molte e diverse difficoltà. La Fondazione, inoltre, realizza e stampa testi didattici di qualità. È vero, anche, che ci sono audizioni frequenti presso la Corte dei Conti e che questa, a volte, segnala imprecisioni. Ma è altrettanto vero che la trasparenza nell’uso dei fondi è totale».

4) L’indagine su monsignor Pineda

Effettivamente, conferma Rodriguez Maradiaga, c’è stata la richiesta al  al Santo Padre di una visita apostolica nella diocesi di Tegucigalpa. Ma a richiederla è stato lo stesso vescovo ausiliare Pineda.

«Nei nostri ambienti accade, purtroppo, con facilità che sollevino “questioni morali” contro sacerdoti quando c’è in ballo la riorganizzazione di parrocchie o di istituzioni a esse legate. Il vescovo ausiliare è molto rigoroso e questo, a volte, ha generato degli… anticorpi. Il miglior modo per rispondere, quando non si accettano correzioni, è calunniare».

Accuse vecchie

Il cardinale, infine, ha precisato che «l’intero contenuto dell’articolo è vecchio. La linea d’attacco sul fronte dell’Università Cattolica è di un anno fa ed è il prodotto di un libello pubblicato in forma anonima de un ex amministratore allontanato per furto. Abbiamo sporto denuncia per diffamazione e calunnia, ma purtroppo la causa in tribunale va estremamente a rilento. Il contenuto dell’articolo pubblicato in Italia ricalca quello del libello».

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