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Papa Francesco: “Rilasciare le persone sequestrate, per Natale possano tornare a casa”

POPE ANGELUS
Antoine Mekary | ALETEIA
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Così il pontefice durante l'Angelus della Vigilia

“Nell’attesa orante della nascita di Gesù, il Principe della Pace, invochiamo il dono della pace per tutto il mondo”: così Francesco all’Angelus, pensando in particolare alle popolazioni “che più soffrono a causa dei conflitti in atto”. Poi un appello speciale:

“…affinché, in occasione del Santo Natale, le persone sequestrate – sacerdoti, religiosi e religiose e fedeli laici – siano rilasciate e possano tornare alle loro case”.

Il Papa ha quindi rivolto la sua preghiera per le vittime e i familiari dell’isola di Mindanao, nelle Filippine, colpita da una tempesta che ha causato morti e distruzioni.

“Dio misericordioso accolga le anime dei defunti e conforti quanti soffrono per questa calamità”.

Ripercorrendo, nella catechesi, il Vangelo odierno dell’Annunciazione, Francesco si è soffermato sul “contrasto” che si evidenzia “tra le promesse  dell’angelo e la risposta di Maria”, laddove alla lunga rivelazione di Gabriele, “dettagliata e sorprendente”, “che apre prospettive inaudite”,  Maria risponde con una “frase breve, che non parla di gloria, non parla di privilegio, ma solo di disponibilità e di servizio”. “Maria non si esalta – ha spiegato il Papa – di fronte alla prospettiva di diventare addirittura la madre del Messia”. “Maria non si vanta. E’ umile, modesta. Rimane come sempre”

“Questo contrasto è significativo. Ci fa capire che Maria è veramente umile e non cerca di mettersi in mostra. Riconosce di essere piccola davanti a Dio, ed è contenta di essere così. Al tempo stesso, è consapevole che dalla sua risposta dipende la realizzazione del progetto di Dio, e che dunque lei è chiamata ad aderirvi con tutta sé stessa”.

Come Gesù entrando nel mondo dirà: ‘Ecco io vengo….per fare , o Dio, la tua volontà’, così Maria dice all’angelo: ‘Ecco la serva del Signore’, rivelandosi ”collaboratrice perfetta del progetto di Dio”

“Mentre ammiriamo la nostra Madre per questa sua risposta alla chiamata e alla missione di Dio, chiediamo a lei di aiutare ciascuno di noi ad accogliere il progetto di Dio nella nostra vita, con sincera umiltà e coraggiosa generosità”.

Nei saluti finali, ai fedeli raccolti in piazza San Pietro, ancora una raccomandazione di Francesco:

 “trovate qualche momento per fermarvi in silenzio e in preghiera davanti al presepe, per adorare nel cuore il mistero del vero Natale, quello di Gesù, che si avvicina a noi con amore, umiltà e tenerezza”.

 

QUI L’ORIGINALE

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