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Il vero motivo per cui “non c’era posto nell’albergo”

PD

Philip Kosloski - pubblicato il 24/12/17

Le case contadine includevano una stalla

Gli studi archeologici possono aiutare a delineare un quadro più preciso di come fosse una casa a Betlemme.

Una tipica casa giudea dell’epoca consisteva di un’area accanto alla porta, spesso con un pavimento in terra battuta, dove venivano tenuti di notte gli animali della famiglia, di modo che non potessero essere rubati o predati e che il loro corpo potesse scaldare la casa nelle notti fredde. La famiglia viveva e dormiva in una parte sopraelevata della stessa stanza arretrata rispetto alla porta. In genere c’era anche una stanza per gli ospiti al secondo piano o accanto alla stanza comune della famiglia al piano inferiore. In genere la zona più in basso vicina alla porta aveva una mangiatoia per metterci cibo e/o acqua per gli animali.

Un’altra descrizione spiega come “le case a Betlemme e nelle vicinanze avessero spesso grotte sul retro dell’abitazione in cui si tenevano il prezioso bue o le bestie da soma, di modo che non venissero rubati. La stanza degli ospiti era sul lato anteriore della casa, il rifugio per gli animali sul retro”.

Anziché dividere lo spazio con altri ospiti della casa al momento di partorire, quindi, Maria diede alla luce Gesù in una parte più privata in cui venivano tenuti gli animali, e adagiò Gesù nella mangiatoia che c’era lì.

L’interpretazione storica del racconto biblico è piuttosto diversa dalla narrazione con cui sono cresciuti molti di noi, ma non rende meno umile la nascità di Gesù, che è nato comunque in un luogo in cui venivano tenuti gli animali in una casa contadina di Betlemme. Quella della sua nascita resta una splendida scena che ha cambiato il mondo per sempre.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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Tags:
gesù cristonascitanatale
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