Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!
Aleteia

Lo dice S.Teresina: per i piccoli le braccia di Gesù saranno un ascensore!

CHILD
Condividi

Ecco la pallina di Gesù Bambino, il gigante di santità, il dottore della Chiesa che ha riconficcato nel cuore della modernità la gioia di essere piccoli sulle ginocchia di Gesù!

di fra Iacopo Iadarola

Cominciamo questa serie di Santi for dummies col botto: prenderemo le mosse nientepopodimeno che dalla “santa più grande dei tempi moderni” (come la definì S. Pio X) e che pur si definì un fiorellino insignificante nella crepa di un muro, un piccolo granello di sabbia che tutti calpestano senza accorgersene: S. Teresa di Gesù Bambino.

Anzitutto sgombriamo il campo dagli equivoci: di Teresa non ce n’è soltanto una, ma tante Terese si gloriano del titolo di santità, nell’Ordine carmelitano cui lei appartenne e non. Noi parleremo di S. Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, meglio nota come Teresina, monaca carmelitana francese vissuta nella seconda metà dell’800, a Lisieux. NON è S. Teresa di Calcutta (che pure prese il nome e l’ispirazione dalla nostra Teresina!), e NON è S. Teresa d’Avila, la grande riformatrice dell’Ordine carmelitano che visse in Spagna nel 500 (e di cui parleremo nelle prossime puntate…).

Cosa ha da insegnarci questa piccola grande santa che – lo diciamo subito – ha segnato la storia della Chiesa contemporanea? Tutto.

O meglio, come diceva lei già da bambina di fronte a una cesta di giochi da cui pescare, “scelgo tutto”. Da subito capì che la cosa più bella ed entusiasmante della vita di un cristiano è volere niente di meno di “tutto”: perché essere santi a metà, quando siamo tutti, nessuno escluso, chiamati a esserlo per intero?

Voglio tutto, per questo sono cattolica”, faceva eco a Teresina la scrittrice americana Flannery O’Connor. Già capire questo non è scontato. Molti pensano che la santità sia qualcosa per pochi eletti, per poche élites di bigotti. Teresina ha fatto piazza pulita di questi pregiudizi e ha mostrato al mondo – lei insignificante ragazza di provincia – che tutti possono essere santi.

Come? Qui viene l’intuizione geniale di Teresina, che ben le meritò il titolo di Dottore della Chiesa (sì, perché tra l’altro Teresina, morta giovanissima a ventiquattro anni e senza alcun titolo accademico, è venerata come Dottore della Chiesa universale, accanto alle menti sublimi ed enciclopediche di S. Agostino, S. Girolamo, S. Tommaso d’Aquino ecc.): quest’intuizione si chiama la “piccola via”.

Piccola via vuol dire partire da quella frase di Gesù: “chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli” e farne la leva per spostare il mondo. Se pensiamo che essere santi significhi esercitare un qualche improbabile muscolo della santità ed effettuare chissà quali prestazioni di digiuni e mortificazioni stiamo freschi: stiamo confondendo la santità con un body building spirituale. Né tantomeno, ci insegna Teresina, la santità è avere bei pensieri o scrivere belle frasi.

C’è una piccola via, dice invece Teresina, che porta dritta e sicura alla santità… facciamocela raccontare da lei stessa, leggendo un brano dello stupendo diario che ci ha lasciato, Storia di un’anima:

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni