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Finalmente possiamo rimettere la violenza nella preghiera!

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André Wénin ha pubblicato un libro (tradotto in italiano da EDB) sui “Salmi censurati”, ovvero quelli contenenti le imprecazioni contro nemici, avversari o semplicemente i cattivi. Perché erano stati tolti? Che cosa significano? Leggete e saprete tutto.

I salmi deprecatori secondo Agostino

Che balsamo, rileggere questa lezione… e che gioia nel ricordare che non si tratta dell’accomodamento allegorizzante che gli esegeti moderni si danno negli ultimi anni, ma proprio di una stretta prova di fedeltà alla Tradizione ermeneutica della Chiesa. Torniamo a sederci tra i cristiani di Ippona, che nelle parole di Agostino si scoprivano fratelli e sorelle del salmista proprio a partire dal suo dolore. Agostino ci mostrerà che anche noi siamo fratelli del salmista, e fratelli e sorelle del suo popolo di allora, che veniva guidato dalla Parola – proprio come noi – verso l’incontro con Cristo.

Gettate via le vanità e rinati alla [vera] vita, avanzino verso Dio e ripaghino Babilonia. Con quale ricompensa? Con la stessa che lei aveva usata verso di noi. Siano soffocati i suoi piccoli! Sì! In compenso [del male arrecatoci] siano sfracellati i suoi piccoli e muoiano. Chi sono i piccoli di Babilonia? Le cattive passioni appena nate. C’è infatti della gente che contrasta le tendenze cattive quando sono invecchiate. Ma tu quando vedi nascere in te una passione, prima che si irrobustisca e divenga abitudine cattiva, mentre è ancora piccola, non consentirle di acquistar forza di abitudine perversa. Schiacciala mentre è ancora piccola. Ma tu forse temi che anche schiacciata non muoia. Ebbene, sbattila sulla pietra, la quale pietra è Cristo.

Fratelli, che i nostri strumenti non cessino di suonare mediante la pratica di opere buone. Cantatevi a vicenda i cantici di Sion. Avete ascoltato volentieri [la nostra parola]; ebbene, con maggiore slancio eseguite ciò che avete ascoltato, se non volete essere salici di Babilonia, alimentati dalle sue acque e privi di frutti. E sospirate verso l’eterna Gerusalemme. Là dove vi precede la vostra speranza sia orientata la vostra vita. Là saremo insieme con Cristo. Anche ora Cristo è nostro capo, ma ora ci governa dall’alto: un giorno ci accoglierà in quella città e saremo con lui, divenuti uguali agli angeli di Dio. Non avremmo mai osato immaginarci una sorte simile se non ce l’avesse promesso la Verità. Questa sorte desiderate ardentemente, o fratelli! ad essa pensate di giorno e di notte. Qualunque prosperità di questo mondo vi arrida, non ve ne fidate! né intavolate amichevoli discorsi con le vostre passioni. Si tratta d’un nemico grande? uccidetelo sulla pietra. Si tratta di un nemico minuscolo? schiacciatelo sulla pietra. I grandi nemici uccideteli sulla pietra; i piccoli schiacciateli sulla pietra. Vinca la pietra. Siate costruiti sulla pietra, se non volete essere travolti dal fiume, dai venti, dalla pioggia. Se volete essere armati nella lotta contro le tentazioni del mondo, cresca e si irrobustisca nei vostri cuori il desiderio della Gerusalemme eterna. Passerà la prigionia, verrà la felicità, sarà condannato l’ultimo nemico e noi trionferemo col nostro Re liberi dalla morte.

Aug., in Ps. 136, 21-22

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