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W la pappa! Lo svezzamento continua

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Ospedale Bambino Gesù - pubblicato il 19/12/17

Tra gli ingredienti più importanti, comunicazione, pazienza e voglia di giocare

Anche per il lattante – né più né meno che per noi adulti – la tavola è un’ottima occasione per far conversazione e tessere rapporti. Sedetevi e tenete in braccio il bimbo quando mangia: il pasto è anche una scuola di comunicazione. Se il piccolo vuole un cucchiaio in mano, lasciatelo fare: con un altro cucchiaio gli darete da mangiare. È probabile che ripeta più volte lo stesso gioco: lascerà cadere il cucchiaio, abbasserà la testa per guardarlo e poi vi guarderà per farselo raccogliere. Ma attraverso questo meccanismo di gioco sta imparando la “permanenza degli oggetti” (“l’oggetto è ancora al suo posto anche se non lo vedo”) che diventerà più tardi la “permanenza delle persone” (“mamma e papà esistono ancora anche se vanno in un’altra stanza”).

Fatelo partecipare attivamente al gioco della pappa

Incoraggiate la sperimentazione. Ha appena imparato a prendere le cose e desidera toccare il cibo. Fornitegli 2 o 3 pezzetti morbidi di cibo da prendere, spappolare e portare alla bocca. Sarà affascinato e soddisfatto per essere riuscito a mangiare
da solo. Non intromettetevi nel suo gioco per non innescare pericolosi rifiuti che potranno creare in futuro un approccio negativo verso il cibo.

Dategli tempo!

Un po’ di astuzia: non interpretate il suo modo di giocare come un rifiuto verso il cibo. Non sempre i bambini rifiutano il cibo solido ma semplicemente devono imparare a mangiarlo.




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Lo svezzamento: cosa c’è da sapere

Il passaggio dalla suzione alla deglutizione non è scontato: con il biberon il flusso del cibo è continuo e regolare e gli intervalli sono gestiti dal bambino e non da chi propone il pasto. Aiutatelo usando un cucchiaio da minestra al posto del cucchiaino; avvicinandolo alle sue labbra gradualmente riconoscerà il passaggio dalla suzione alla deglutizione. E non vi arrabbiate se il piccolo si mette le dita in bocca: serve ad attivare la suzione che lo aiuta a deglutire i solidi. I bambini non vogliono provocarvi quando sputano il cibo; pertanto una reazione violenta è inadeguata e controproducente, perché rafforza questo comportamento.

Sperimentate e variate la sua dieta

Se la difficoltà di assunzione sembra dettata dal fatto che un determinato sapore non gli piace, provate a ridurre o evitare di aggiungere l’alimento nuovo (per esempio il liofilizzato di carne) per qualche giorno, per poi reintrodurlo gradualmente fino ad arrivare alla quantità voluta. Non aggiungete zucchero o frutta nel tentativo di rendere più gradevole il pasto.

© Bambin Gesù

© Bambin Gesù

E dopo la prima pappa che succede?

I cambiamenti principali dal punto di vista qualitativo sono rappresentati dall’utilizzo di semolino di grano e di farine contenenti glutine e dalla sostituzionedel latte formulato di partenza con il latte di proseguimento.

Naturalmente, i bimbi che sono allattati al seno proseguiranno con il latte materno anche durante il divezzamento. L’altro elemento di novità è rappresentato dalla diversificazione della dieta e quindi dalla progressiva introduzione di nuovi alimenti.

In particolare si inseriranno gradualmente i legumi (7° mese), il pesce e l’uovo entro il 9° mese. Dal punto di vista quantitativo, invece, si riduce progressivamente la quota di latte assunto a favore delle pappe. Anche il contenuto di carboidrati, di proteine e di lipidi (i cosiddetti macronutrienti) si modifica progressivamente in relazione all’aumentare del peso del piccolo, pur mantenendo di fatto un rapporto fra di loro invariato.

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Tags:
svezzamentovegani
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