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È vero che tutti i favori vanno restituiti?

Novak Elcic / Shutterstock
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A volte si dice “Favor con favor si paga”, ma è proprio così?

Perché quando qualcuno ha qualche attenzione nei nostri confronti, ci fa un regalo, si offre di farci un favore – o ce lo fa senza che glielo abbiamo chiesto – o ci estende un invito nasce automaticamente la sensazione di avere un debito morale nei confronti di quella persona?

Quella sensazione interiore si deve a una regola – quella della reciprocità –, che quando viene praticata con amore e gratuità può generare legami solidi nei nostri rapporti umani.

Restituire il favore

È molto importante essere consapevoli del fatto che quando ci si presenta l’opportunità di restituire il favore – e a volte possiamo cercarla – non lo facciamo per ego o per superbia, né per voler fare bella figura con l’altra persona o per quello che dirà la gente, e neppure per liberarci dal famoso “debito morale”. Restituite il favore per amore, ovvero mossi dallo spirito che ci invita a tendere la mano per fare il bene. Servite l’altro come atto di sincera gratitudine.

Fare un favore

Si suppone che quando facciamo qualcosa per qualcun altro, come dargli un regalo o invitarlo, lo facciamo con l’idea e la salda convinzione di non aspettarci di ricevere nulla in cambio. Il vero amore è questo, quello che dà senza aspettarsi niente.

Diamo perché ci va di farlo, perché quello che stiamo dando è ciò di cui è pieno il nostro cuore: bontà, allegria, gioia e felicità, e desideriamo condividerlo con l’altra persona.

Il favore non si paga sempre con un favore

L’amore non delude, quello che delude sono le aspettative. Il favore non si paga sempre con un favore, e non succede niente.

Ripeto: bisogna essere consapevoli del fatto che non ci si aspetta di ricevere qualcosa in cambio. È vero, nella vita ci si può presentare l’opportunità di chiedere aiuto o qualche tipo di favore alla persona che in un certo momento abbiamo invitato, aiutato, servito, ecc., e ci troviamo di fronte al fatto che quella persona non può – o non vuole – farlo.

Nelle situazioni di questo tipo, se lasciamo che il nostro cervello rettiliano si impadronisca di noi, ci troviamo male, perché faremo congetture e potremo riempirci di amarezza e rancore, e non ne vale la pena.

È meglio cambiare atteggiamento e pensare in positivo. Non conosciamo le circostanze reali in cui si trova l’altra persona, e sicuramente se in quel momento non può aiutarci non è perché ci ama di meno, ma perché non ha davvero la capacità di farlo.

Bisogna sempre pensare bene e ricordare che amare e servire sono capacità da nutrire e coltivare ogni giorno. Non tutte le persone se ne sono rese conto, e quindi non le hanno tanto chiare.

È vero, quando una persona desidera davvero aiutarci smuoverà cielo, mare e terra per farlo. Forse non lo farà esattamente come glielo abbiamo chiesto, ma in un modo che ci farà comunque sentire importanti. Spesso basterà solo una parola.

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