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L’amore è sempre fecondo anche quando attraversa la via stretta della sterilità

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G-stockstudio - Shutterstock
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Il commento al Vangelo di oggi di don Luigi Maria Epicoco

Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccarìa, della classe di Abìa, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccarìa svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso.
Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccarìa si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elìa, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».
Zaccarìa disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccarìa, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini». (Luca 1, 5-25)

La storia di Zaccaria ed Elisabetta è una storia davvero bellissima, perché è la storia di una coppia che per tutta la vita ha desiderato un figlio che non ha mai avuto, ma nonostante ciò ha continuato ad essere coppia, ad amarsi, a seguire il solco della fede nell’osservanza della Legge. La mancanza di un figlio non ha fatto marcire il loro legame. Quando l’angelo Gabriele va a fare visita a Zaccaria, così come ci viene riferito nel Vangelo di oggi, trova un uomo che è ancora legato alla moglie. Se per Gesù il concepimento avviene attraverso l’opera misteriosa e feconda dello Spirito Santo, nel caso del concepimento di Giovanni Battista non dobbiamo avere imbarazzo a dire che egli fu concepito attraverso le vie dell’amore umano. L’opera di Dio in loro fu possibile perché si amavano ancora. E’ sempre molto faticoso delle volte rimanere fedeli a ciò che si ama quando ciò che ti aspetti da quell’amore non porta i frutti sperati. Ma l’amore è sempre fecondo anche quando deve attraversare la via stretta della sterilità. È credere a questa fecondità nonostante tutto che trasforma Zaccaria ed Elisabetta in un miracolo di famiglia. “Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore (…) sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto”. Certo, il loro Sì dovrà passare attraverso un’iniziale incredulità, perché la vita delle volte ci allena alla disillusione, a un realismo senza molta poesia, ma poi sarà un sì pieno e fecondo. Così nascono i profeti, dal sì di persone così maturate dalla fatica della vita e dalla fedeltà nonostante tutto.

#dalvangelodioggi

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